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«Più posti letto e più sicurezza» Cgil, Cisl e Uil attaccano l’Asl

«Più posti letto e più sicurezza» Cgil, Cisl e Uil attaccano l’Asl

Le organizzazioni sottolineano anche la scarsità di mascherine e invocano un clima sereno

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lucca. Servono posti letto e più misure di tutela per gli operatori del pronto soccorso. Punti dai quali le tre maggiori organizzazioni sindacali non intendono muoversi.

Parte da qui il loro intervento sulla questione dell’emergenza del Coronavirus. «A cominciare dalla porta d’ingresso in ospedale, vale a dire dal pronto soccorso, dove sale la tensione tra gli operatori per la carenza di mascherine e di altri dispositivi di protezione individuale (Dpi) che si fa sentire sempre più forte con il passare dei giorni -. Come sindacati abbiamo chiesto di essere informati quotidianamente della situazione nell’ospedale, ma pare sia impossibile perché ogni informazione deve arrivare dall’unità di crisi di Pisa, da dove immancabilmente non arriva niente. Quando diciamo informazioni intendiamo sapere il piano di valutazione dei rischi adottato in pronto soccorso e nelle aree ad alto impatto quali la terapia intensiva e le malattie infettive: quest’ultima, peraltro, pare essere quasi all’esaurimento dei posti letto».

Il sindacato insiste sulla questione dei posti letto. «Dobbiamo essere informati perché l’operatore sanitario quando si allarma molto spesso chiama noi per sapere come comportarsi e che cosa gli diciamo se l’azienda non ci informa ospedale per ospedale? Fare rete in emergenza e una chiara informazione rappresentano tutto. La questione della carenza dei Dpi è fondamentale per chi lavora al pronto soccorso, principale primo accesso dei pazienti, ma anche nelle strutture con casi risultati positivi».

Sempre in termini di sicurezza, aggiungono, «la stanza a pressione negativa è fondamentale per impedire la diffusione del virus e chiediamo se anche il pronto soccorso ne è dotato al pari delle malattie infettive e se vengono fatti controlli costanti per verificare lo stato di pressione. Chiediamo inoltre quale sia il maxi piano individuato dall’azienda in caso di un aumento dei pazienti. Anche qui le voci si rincorrono e si fanno le ipotesi più svariate».

I sindacati avvisano: «Basta con l’omertà! Servono posti letto, il San Luca è saturo».

L’altra situazione, insistono, «legata all’emergenza è la riduzione dell’attività (eccetto le urgenze) e l’annuncio di una redistribuzione del personale. Pur essendo professionisti non è facile affrontare una nuova collocazione in un momento di emergenza come questo, sia pure per un tempo limitato. Chiediamo o che al professionista sia data possibilità di scegliere in base alle sue attitudini e al suo curriculum. Ci sono poi sicurezze che riguardano gli ambienti di lavoro nel territorio che vanno dai check point per fare filtro, ai Dpi e, dove necessario, l’inserimenti di vetri sui banconi che separano dal pubblic:o ci risulta che siano stati chiesti da mesi per sicurezza personale ma mai installati».

In ultimo l’appello. «Concludiamo con un appello a mantenere da parte dei vari dirigenti e responsabili un clima interno positivo e il dialogo tra le varie figure professionali e soprattutto disponibilità a dare risposte alle domande». —

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