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Altri sette casi di contagio nella Piana Erano stati tutti alla stessa cena fra amici
Sono sei uomini di Capannori e uno di Porcari: due sono ricoverati in malattie infettive, gli altri in isolamento a casa
La Codogno della Lucchesia è un locale della Piana. Dove, il 21 febbraio, una cinquantina di persone si sono incontrati per una cena tra vecchi amici, diventata involontariamente il veicolo per il contagio di almeno nove persone.
La notizia, anticipata dal Tirreno di ieri, è stata confermata dai numeri resi noti in giornata dall’Asl. Sono stati sette i tamponi positivi tra la serata di venerdì e il pomeriggio di sabato. Tutti riconducibili a persone che si trovavano alla cena.
Si tratta di un 55enne di Porcari, in buone condizioni di salute e quindi in quarantena a casa insieme ai familiari e di sei persone di Capannori. Due di loro, di 70 e 58 anni, sono state ricoverate in malattie infettive al San Luca. Per le altre quattro (di 28, 59, 58 e 48 anni) è stato invece disposto l’isolamento domiciliare.
Alla stessa cena fanno riferimento altri due contagiati. Si tratta dell’uomo di Capannori di 59 anni ricoverato in terapia intensiva al San Luca (le sue condizioni sono giudicate stazionarie) e di un 60enne di Lucca, che si trova nel reparto di malattie infettive.
La notizia è stata confermata con un post su Facebook anche dal primo cittadino di Capannori Luca Menesini: «Il dato positivo è che coloro che erano alla cena ma che a oggi non hanno sintomi significa che molto probabilmente non hanno contratto il virus. Il virus - per trasmettersi - richiede il contatto stretto, quindi è normale che non tutti lo abbiano preso. Il dato che invece dobbiamo monitorare - e che insieme a Asl e Regione stiamo monitorando - è quello delle persone che oggi sono già risultate positive o che comunque presentano sintomi».
In ogni caso risulta che l’azienda sanitaria abbia fin dall’emergere del primo caso (quello del 59enne in terapia intensiva) acquisito sia la lista dei partecipanti alla cena, sia quella del personale che il 21 si trovava all’interno del locale. Tutti costoro sono attentamente monitorati - così come i loro familiari - e in caso di insorgenza di sintomi immediatamente si dispone il tampone.
Se da un lato la presenza di così tante persone in un luogo dove il virus “girava” è un elemento di preoccupazione per i sanitari, dall’altra può garantire un controllo maggiore sulle persone che possono essere entrate in contatto con Covid-19.
Per quanto riguarda le persone alle quali la malattia era stata diagnosticata nei giorni scorsi, le condizioni rimangono stazionarie: si tratta, oltre che del 60enne di Lucca e del 59enne di Capannori, di una coppia di Lucca (55 e 66 anni, ricoverati in malattie infettive) e di due capannoresi anche loro nel reparto di malattie infettive.
Complessivamente, dunque, i contagiati della Lucchesia sono dunque 13. Ai quali, in provincia, bisogna aggiungere quattro casi della Versilia: padre e figlio arrivati da Vò Euganeo a Torre del Lago (in buone condizioni), oltre a un 76enne in Rianimazione all’ospedale della Versilia e a una donna di 78 anni di Seravezza risultata positiva nella giornata di ieri e ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Livorno.
In parallelo aumentano anche le ordinanze di quarantena firmate dai sindaci nei confronti di soggetti che hanno avuto contatti stretti con persone che, con probabilità o certezza, sono state contagiate. Il primo cittadino di Lucca Alessandro Tambellini ne ha firmate cinque: con le quattro del giorno precedente siamo a quota nove. —
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