Il Tirreno

Lucca

«Alla messa della domenica un calo di fedeli del 40%»

Martina Trivigno
«Alla messa della domenica un calo di fedeli del 40%»

Don Lucio Malanca, parroco del centro storico, lancia un messaggio di speranza «Il Coronavirus spaventa, ma la vita, e non solo quella religiosa, deve proseguire» 

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Un calo dei fedeli, durante la messa della domenica, pari al 40%. Perché anche la chiesa – ai tempi del Coronavirus – risente dell’emergenza che il nostro Paese sta attraversando. E soprattutto della paura. Nonostante le precauzioni che sono state prese (anche in chiesa) per evitare (o quantomeno limitare) la diffusione del contagio, nei luoghi di aggregazione.

Don Lucio Malanca, il parroco del centro storico, racconta che domenica scorsa (quando ancora casi di Covid-19, a Lucca, non si erano palesati), la maggior parte dei fedeli aveva preferito non andare alla messa domenicale. Così le panche erano rimaste in gran parte vuote. E oggi, probabilmente, sarà di nuovo così. Se non peggio. Ma don Lucio, forte della sua fede, si dice sereno.

«Siamo in presenza di un evento che preoccupa e di cui stare attenti – precisa – ma la vita deve andare avanti. Non soltanto quella religiosa, ma parlo della quotidianità Questo non significa prendere il Coronavirus alla leggera, ma anzi applicare le prescrizioni che ci sono state indicate per far sì che non si propaghi ulteriormente, anche nelle nostre zone».

Ma – a parte il catechismo e le benedizioni pasquali che hanno subito uno stop improvviso – il resto delle attività parrocchiali va avanti per dare, per quanto possibile, l’idea della normalità. Una normalità che – difficile nasconderlo – è stata sconvolta all’improvviso. Anche per quanto riguarda gli aspetti più semplici.

«Le messe proseguono secondo il loro calendario regolare – sottolinea don Lucio Malanca – nel rispetto di quanto è stato disposto. Anche i gruppi di preghiera stanno proseguendo. Ho chiesto loro di rispettare la distanza di sicurezza: se prima ci sedevamo gli uni accanto agli altri, adesso stiamo più lontani. Si tratta di poche regole, neppure troppo difficili da rispettare, a tutela della salute pubblica. Tutti quanti hanno compreso, e anzi li ringrazio per la loro collaborazione. Tutto questo rende più facile i momenti di preghiera, senza limitare la fede per colpa del Coronavirus».

E lo stesso vale per le confessioni e anche per il sacramento della comunione.

«Quando confesso – racconta don Lucio – chiedo ai fedeli di stare più distanti. Per quanto riguarda la comunione, invece, le indicazioni sono di prendere l’ostia sulla mano. Mettere in atto queste regole ci consente di continuare a fare una vita il più possibile normale».

Ma un po’ di preoccupazione, inevitabilmente, resta. E lo dimostrano le numerose defezioni dalla messa domenicale.

«Questo calo di fedeli, comunque – aggiunge il parroco del centro storico – è da ricercare anche negli inviti fatti da istituzioni e azienda sanitaria, alle persone che potrebbero essere più a rischio contagio, a non muoversi di casa per evitare di essere contagiati».

«Ma il mio vuole essere un messaggio di speranza. Un invito perché la vita continui – conclude don Lucio – Il più regolarmente possibile. Le malattie fanno paura, è vero. Questa ancora di più perché rappresenta, purtroppo, una novità. Ma noi, tutti quanti, dobbiamo essere uniti nell’affrontarla. E soltanto così riusciremo a debellarla e sconfiggerla». –



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