Il Tirreno

Lucca

Pericolo per il personale sanitario Due medici messi in quarantena

G.P.
Pericolo per il personale sanitario Due medici messi in quarantena

Si tratta di un medico di famiglia e di una dottoressa del Pronto soccorso: sono venuti in contatto con soggetti positivi

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LUCCA. Ci sono anche medici di famiglia e di Pronto soccorso, un infermiere e un oss tra i soggetti messi in quarantena a seguito dei “contatti stretti” avuti con soggetti affetti da Coronavirus. Tra loro c’è il 53enne medico che aveva in cura il caso più grave che finora si è registrato sul nostro territorio, ovvero quello dell’imprenditore capannorese ricoverato in Terapia intensiva. Dopo aver ricostruito i contatti del 59enne risultato positivo al tampone, il dipartimento della Prevenzione guidato dal dottor Gregorio Lopieno ha ritenuto che tra i soggetti a rischio vi fosse anche il medico che pertanto è stato sottoposto al provvedimento di quarantana con sorveglianza sanitaria attiva. Il medico per il momento sta bene e pertanto non è stato sottoposto al tampone faringeo, cosa che peraltro lo ha un po’ sorpreso dato che avrebbe preferito togliersi subito il dubbio e sapere se il Covid-19 lo ha colpito. Ma il protocollo non lo prevede. Giusto ieri sera, il presidente della Regione Enrico Rossi ha firmato un’ordinanza che cambia le regole per stabilire chi dovrà essere sottoposto a tampone: non più solo chi ha avuto contatti stretti e prolungati con persone risultate positive o proviene da zone a rischio ed ha sintomi similinfluenzali o più impegnativi – come è stato fino ad oggi – ma anche chi, sia pur in assenza di collegamenti con persone contagiate o frequenza di zone a rischio, presenti una situazione caratterizzata da un quadro respiratorio particolarmente compromesso con specifici valori alterati. Prevale insomma l'elemento clinico. Nel caso del medico sarebbe cambiato poco: senza sintomi, niente test diagnostico.

Tra i soggetti messi in quarantena c’è anche una dottoressa del Pronto soccorso che ha preso in carico un soggetto poi risultato positivo al Covid-19: nel pomeriggio di giovedì l’uomo si è presentato al San Luca ed è stato accolto dal personale. Oltre alla dottoressa sono in quarantena, ma l’azienda sanitaria non lo conferma, anche l’infermiere e l’operatore venuti a contatto col soggetto. Tutto ciò avviene mentre i sindacati dei lavoratori della sanità reclamano più assunzioni di personale infermieristico, tecnico sanitario e di operatori socio sanitari, e la dotazione di un maggior numero di dispositivi di protezione per tutti gli operatori.

Al momento non risulta che siano stati varati provvedimenti analoghi per altri medici di famiglia ma è noto che i lavoratori della sanità – medici, infermieri, oss – siano tra i soggetti più a rischio di contagio e pertanto possano essere colpiti con maggiore frequenza da misure di profilassi. Lo dimostra quanto sta avvenendo in altri territori assai più colpiti dal Coronavirus. Il problema, qualora i casi si dovessero moltiplicare, sarà quello di gestire i cittadini che restano senza medico di famiglia e le strutture sanitarie proprio in un momento di emergenza. —

G.P.

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