Il Tirreno

Lucca

IL PROCESSO 

Madre di sette figli ritratta le accuse al marito violento

Madre di sette figli ritratta le accuse al marito violento

La donna davanti al collegio scagiona il coniuge dalle lesioni e dai maltrattamenti in famiglia sostenendo di essere stata convinta dai parenti a denunciarlo

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Rischia di concludersi con un’assoluzione una storia di angherie, di violenze, di soprusi e di imposizioni con un marito ultraquarantenne di origine slava finito nei guai con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, tentata estorsione e lesioni personali commesse ai danni della moglie e dei figli. Perché la vittima di questa storia, una donna originaria della Media Valle e madre di 7 figli tutti minorenni, davanti ai giudici del collegio (presidente Nidia Genovese) ha ritrattato le accuse. Quelle pressioni psicologiche, quelle angherie subite da quel marito - che tre anni fa con provvedimento del giudice al termine di indagini eseguite dai carabinieri di Castelnuovo venne allontanato per un certo periodo dalla famiglia - che spesso tornava a ca sa decisamente su di giri colpendola con calci e pugni, lei non le ricorda. «Sono stati i miei parenti a indurmi a presentare la denuncia. Con mio marito andiamo d’accordo presto compreremo una casa» le parole pronunciate dalla parte lesa nel processo penale nonostante la pubblica accusa abbia rimarcato le dichiarazioni rese in fase istruttoria e le prove testimoniali e non solo a carico dell’imputato. Una terribile storia di violenza domestica che emerse grazie al gesto coraggioso della figlia oggi quindicenne della coppia. La ragazzina telefonò a 112 perché il padre stava minacciando la madre con un paio di forbici durante l’ennesima lite. E l’intervento di una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Castelnuovo evitò il peggio. La donna venne trovata dolorante e in stato di estrema agitazione mentre i figli erano in lacrime per quanto appena avvenuto. E non era la prima volta che la scena si ripeteva: su camionista slavo pendeva una condanna per minacce ai danni della moglie risalente al 2014. Era stato allontanato dalla casa per qualche tempo, ma poi la donna l’aveva perdonato e insieme aveva pure fatto un altro figlio. Un perdono che pare ripetersi puntualmente visto l’andamento del processo rinviato a giugno per sentire i parenti della donna, testimoni dell’accusa. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa