Gioco
Ladri di reperti storici sul sentiero recuperato di Vico Pancellorum
BAGNI DI LUCCA. È bastato l’annuncio dell’avvio dell’intervento per riportare alla luce un sentiero storico e i reperti archeologici nella parte alta di Vico Pancellorum che già nel paese sono arrivati non autorizzati “cacciatori di tesori”. Alcuni residenti, infatti, hanno visto scendere da un’auto bianca (di cui hanno preso la targa) persone che, armate di metal detector, hanno cominciato a percorrere il sentiero e a rovistare tra le rovine del vecchio paese.
Il comitato “La cornice di Vico”, che insieme a Comune, Soprintendenza e Università di Pisa porta avanti il recupero, è pronto a fare denuncia, a meno che le persone individuate non consegnino quanto ritrovato nella perlustrazione. «Se viene restituito ciò che è stato sottratto – dice Sonia Boldrini, presidente del comitato – non procederemo con la denuncia. Gli oggetti eventualmente recuperati potranno aiutarci a conoscere la storia di Vico, che ha tanti aspetti ancora da chiarire». Intanto il comitato ha informato dell’accaduto la Soprintendenza e d’ora in poi potenzierà la sorveglianza, pronto a denunciare evantuali altri razziatori. Il comitato “La cornice di Vico” mira a riportare alla luce, recuperandoli, i reperti del passato, oltre a ristrutturare l’antica chiesa di San Marco, e a valorizzare la zona del castello di Vico e le rovine del vecchio paese (distrutto da un terremoto più di mille anni fa). E in questo si inserisce anche la a riapertura dell’antico sentiero che permetterà di arrivare sia alla zona delle rovine dell’antico paese che ai resti della chiesa di San Marco. «Oltre alla di ripulitura e messa in sicurezza del percorso – spiega Boldrini – ci aspetta un grande lavoro per riportare alla luce il castello e la chiesa di San Marco, le cui vestigia sono materiale che si può definire vergine». Un aiuto fondamentale arriverà dagli archeologi che hanno già fatto sopralluoghi e da un gruppo di studenti universitari che giungeranno a maggio per un periodo di studio e lavoro sui reperti. —
Emanuela Ambrogi
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