Gioco
Incontro tra avvocati e presidenti di sezione per l’emergenza sanitaria
LUCCA. Nella serata di ieri era atteso il provvedimento del consiglio dei Ministri sulle misure restrittive all’attività giudiziaria in relazione ai casi di positività al Coronavirus anche in alcuni tribunali italiani (Milano, Firenze, Napoli). Per il Governo continuerebbero a svolgersi le udienze che riguardano procedimenti cautelari o quelli per adottare misure di protezione contro abusi familiari, le cause di competenza del tribunale dei minori e quelle relative agli alimenti oltre ai provvedimenti sui migranti, ossia la convalida dell’espulsione, l’allontanamento e il trattenimento di cittadini di Paesi terzi e dell’Unione europea. Tra le altre misure che il capo degli uffici giudiziari possa sospendere e rinviare udienze non urgenti se emergono criticità igienico-sanitarie. Non verrebbero sospese nemmeno le udienze di convalida dell’arresto o del fermo nei procedimenti a carico di detenuti o persone in stato di custodia cautelare o in generale in quelli con carattere di urgenza.
Intanto, mentre il ministro Bonafede sta mettendo in atto un piano di misure restrittive in tutte le strutture giudiziarie per la tutela degli operatori idonee a contenere il contagio, ieri mattina si è svolto un incontro in tribunale tra i rappresentanti dell’Unione delle Camere Penali e i presidenti delle sezioni penale e civile del tribunale di Lucca (Gerardo Boragine e Giulio Giuntoli, assente giustificato il presidente del tribunale Valentino Pezzuti) proprio in relazione al Covid-19.
Gli avvocati civilisti e penalisti lucchesi ieri mattina si sono astenuti da gran parte dei processi in programma (eccezion fatta, per il penale, di procedimenti con detenuti e per il civile questioni legate al diritto di famiglia, ai fallimenti, ex articolo 700 e opposizioni alle esecuzioni immobiliari) e un clima collaborativo con gli organi giudicanti e con le cancellerie hanno indicato un vademecum di misure di sicurezza che vanno da quelle igenico sanitarie all’istituzione di fasce orarie nelle udienze per limitare nelle aule dibattimentali l’accumulo di avvocati, testimoni, parti avverse oltre a una riduzione drastica di accessi alle cancellerie e un ampio ricorso all’uso telematico per il deposito di atti e memorie. —
L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google