Sicurezza
Condannato per violenza sessuale e lesioni
Fotografo amatoriale geloso sino al punto di imporre alla giovane donna la cancellazione di tutte le amicizie maschili su Fb
La sua «gelosia patologica» lo aveva portato ad imporre alla giovane compagna di cambiare addirittura il navigatore satellitare dell’auto perché la voce registrata era maschile e non femminile e a cancellare dal suo profilo Facebook tutti gli amici uomini senza distinzione di età. Un amore malato sfociato in violenza sessuale quando lei, per scherzo, ha accettato l’apprezzamento di un altro uomo che conosceva bene. Quel sorriso innocente è stata la molla che ha scatenato i più bassi istinti di chi sosteneva di amarla. L’uomo tornato a casa, dopo pranzo, ha dato in escandescenza. Ha iniziato a minacciarla e insultarla e alla fine l’ha violentata. Una vicenda dell’aprile del 2017 e che è scaturita in un processo che ha portato alla condanna dell’imputato.
LA SENTENZA
L’ultraquarantenne fotografo amatoriale residente in Lucchesia e accusato di violenza sessuale aggravata, lesioni e molestie telefoniche, è stato condannato dal tribunale (presidente Nidia Genovese, a latere Dal Torrione e Fantechi) a 4 anni di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 10mila euro alla parte offesa con il risarcimento del danno da stabilirsi in sede civile. Nei confronti dell’imputato, presente in aula durante la lettura del dispositivo, l’accusa retta dal sostituto procuratore Sara Polino aveva chiesto 6 anni di reclusione, ma il collegio giudicante ha ridotto la pena in considerazione delle attenuanti generiche e visto che il fotografo era incensurato. Lui contesta in toto le accuse sostenendo che non c’è stata violenza in quanto l’ex compagna era consenziente.
I FATTI
Galeotta la manifestazione Lucca Comics and Games. Perché la vittima - una ragazza ligure non ancora trentenne difesa nel processo dall’avvocato Fernando Fenili - era una grande appassionata della manifestazione e ogni anno partecipava come Cosplay. Lì aveva incontrato il fotografo amatoriale che, affascinato dagli abiti indossati dalla giovane donna, le aveva scattato numerose foto. Una conoscenza che, nel corso degli anni, era andata via via consolidatasi sino ad arrivare a novembre 2016 a una relazione stabile. Tanto che la giovane donne si era stabilita nella casa dell’over quaranta. Sin dall’inizio però è emerso il carattere particolarmente introverso del compagno. E soprattutto quella morbosa gelosia con scenate fuori luogo che riversava nei suoi confronti ogni qualvolta che un altro uomo le si avvicinava per rivolgerle attenzioni, apprezzamenti non volgari o un semplice sorriso. Lei, gracile e affetta da un’invalidità fisica, quella mattina di aprile di quasi 3 anni fa non pensava certo che lo scherzoso apprezzamento di un conoscente potesse scatenare la furia del compagno. Così, 48 ore dopo la violenza sessuale domestica a cui aveva cercato di opporsi con tutte le sue forze, la vittima tornò a casa dalla madre denunciando ai carabinieri l’ex compagno. Che, successivamente e per mesi l’avrebbe riempita di sms e telefonate, nelle quali la supplicava di tornare con lui. E vista l’insistenza e il tenore delle chiamate i militari furono costretti ad intervenire invitando l’imputato ad allontanarsi dall’abitazione della donna. —
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