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Lucca

Esami radiologici sospesi per virus Si faranno solamente le urgenze

Esami radiologici sospesi per virus Si faranno solamente le urgenze

L’Asl ha riorganizzato i servizi rivolti all’utenza “congelando” per un mese le prenotazioni in attesa della riprogrammazione

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lucca. Le novità salienti a tutela della salute pubblica – emerse dalla riunione dell’unità di crisi dell’Asl Toscana nord ovest – in sostanza, sono due: da una parte le prestazioni della diagnostica per immagini per gli utenti esterni negli ospedali sono ridotte a quelle considerate urgenti o non rinviabili; dall’altra, a partire da lunedì prossimo, si potrà accedere ai punti prelievo dei punti ospedalieri di Barga e Castelnuovo Garfagnana soltanto su appuntamento telefonico. Ma cominciamo dalle prestazione diagnostica: serve, innanzitutto, la conferma telefonica del medico di famiglia alla radiologia di riferimento. «Questo provvedimento – sottolinea l’Asl – ha validità per un periodo di 15 giorni. Le prenotazioni sono state sospese cautelativamente per 30 giorni. I pazienti con esami rinviati vengono contattati dal personale del front office per l’annullamento e la successiva riprogrammazione della prestazione. La comunicazione alla sanità pubblica al numero di telefono 050. 954444 deve avvenire esclusivamente per i pazienti rientrati dalle zone a rischio epidemiologico, come definito dal decreto del presidente del Consiglio del 4 marzo».

Per quanto riguarda, invece, i punti prelievi di Barga e Castelnuovo, l’Asl fa sapere che le attività verranno modificate in questo modo: i prelievi saranno garantiti, dalle 7, 30 alle 9, 30, esclusivamente su appuntamento, che potrà essere richiesto telefonicamente ai numeri 0583-669836 (Punto prelievi Castelnuovo Garfagnana) e 0583-729231 (Punto prelievi Barga) nella fascia oraria compresa tra le 10 alle 13 dal lunedì al sabato. Continuerà, poi, a essere garantito l’accesso diretto, per eventuali urgenze, ai pazienti oncologici, alle donne in gravidanza e per controlli della terapia anticoagulante orale.

La persona che ha sintomi lievi e nelle ultime due settimane è stata nelle zone coinvolte da casi di Covid-19 con trasmissione locale documentata e incidenza superiore a 1 caso ogni 100mila abitanti (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e provincia di Savona) – fa sapere l’Asl Toscana nord ovest – è invitata a rimanere al proprio domicilio in permanenza fiduciaria e non è prevista l’esecuzione del tampone. In caso di aggravamento dei sintomi, il paziente è invitato a chiamare il proprio medico o pediatria di famiglia e gli operatori della sanità pubblica, che a seguito di valutazione del caso (per via telefonica o visita) dispone l’avvio del percorso di gestione territoriale del caso sospetto; in caso di situazione grave, il paziente o il medico di famiglia o il pediatra chiamano il 118, che interviene al domicilio del paziente e decide, dopo averlo visitato con il consulto dell’infettivologo, l’eventuale ricovero.

In presenza del solo criterio clinico (febbre, tosse o raffreddore) e della necessità di condurre una visita domiciliare o ambulatoriale, il paziente dovrà indossare sempre la mascherina chirurgica prima dell’avvicinamento dell’operatore a meno di un metro e mezzo dal paziente.

Facendo seguito alla circolare del 5 marzo della Regione Toscana, le strutture residenziali per anziani e disabili sono invitate ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare la salute degli ospiti e del personale. In particolare, devono essere limitati gli accessi di parenti (una sola persona al giorno per ciascun ospite) e visitatori alla struttura, organizzando, se ritenuto necessario, fasce orarie per gli ingressi. La direzione della struttura, poi, è tenuta a verificare all’accesso: se la persona ha viaggiato negli ultimi 14 giorni in aree a rischio epidemiologico; se ha sintomi influenzali (febbre, mal di gola, raffreddore) e se la ragione del suo ingresso sia indispensabile.

All’ingresso e all’uscita dalla struttura, inoltre, disinfettare le mani mediante gel igienizzanti su base alcolica.

Le attività di animazione e socio educative devono essere organizzate prevedendo piccoli gruppi e rispettando la distanza di sicurezza di almeno un metro.

Fondamentale sarà effettuare una frequente areazione e sanificazione dei locali così come fornire, se necessario, al personale i dispositivi di protezione individuale monouso.

«Queste indicazioni sono valide anche per le strutture semiresidenziali sanitarie e sociosanitarie (centri diurni) – conclude l’azienda sanitaria – che restano aperte continuando a garantire il servizio. Laddove presente il servizio di trasporto occorre attuare idonee misure, quali la sanificazione dei mezzi e il rispetto della distanza di sicurezza all’interno degli stessi, per prevenire possibili trasmissioni di infezione agli utenti e al personale dedito al trasporto». –

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