Il Tirreno

Lucca

TRIBUNALE  

Emergenza Covid-19, gli avvocati chiedono lo stop sino al 20 marzo

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LUCCA. Il direttivo degli avvocati dell’Unione Camere Penali alla luce dell'emergenza Coronavirus ha chiesto al presidente della sezione penale, Gerardo Boragine (nella foto), la sospensione di tutte le udienze sino al 20 marzo al fine di tutelare il bene primario del diritto alla salute. Logicamente la sospensione temporanea non terrebbe conto dei procedimenti nei confronti di persone detenute o in stato di custodia cautelare. Una richiesta legittima propedeutica ad un incontro con i vertici del tribunale in programma nelle prossime ore.

Nel frattempo l’Organismo Congressuale Forense ha stabilito l’astensione degli avvocati da tutte le attività giudiziarie e dalle udienze, in tutta Italia, dal 6 al 20 marzo intesa come legittimo impedimento. Il motivo è la volontà di non mettere a rischio gli avvocati, dopo alcuni casi di contagio in alcuni tribunali italiani, e contribuire alla limitazione della diffusione del virus. Una questione che tuttavia non può essere affrontata singolarmente dai vari uffici giudiziari, ma necessità di una linea comune che passi dalla politica e delinei una situazione di carattere nazionale. Inutile che la sezione penale del tribunale di Lucca si unisca allo sciopero degli avvocati e non celebri più i processi per il periodo necessario e quello di un’altra provincia italiana decida in modo diametralmente opposto. Stesso discorso vale per le Corti d’Appello. Una cosa è certa: oggi al tribunale Galli Tassi si terrà regolarmente udienza monocratica e collegiale oltre all’udienza preliminare di fronte al giudice udienza preliminare. Tuttavia non c’è solo il penale, ma anche la sezione civile con i suoi legali e il personale degli uffici giudiziari che rivendica i suoi diritti. Possibile quindi che la situazioni muti a partire dalla prossima settimana.

A fare da freno alla possibilità di fermare le udienze c’è però un’ordinanza della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. In un comunicato stampa reso pubblico alcune settimane orsono si legge: «Preso atto dello stato di emergenza sanitaria proclamata sul territorio italiano si rivolge un fermo invito a tutte le organizzazioni sindacali e alle associazioni professionali affinché non vengano effettuate astensioni collettive dal 25 febbraio al 31 marzo 2020, al fine di evitare ulteriore aggravio alle istituzioni coinvolte nell’attività di prevenzione e contenimento di diffusione del virus. La commissione monitorerà lo sviluppo di tale emergenza, riservandosi eventuali e successivi interventi in merito». —

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