Il Tirreno

Lucca

l’iniziativa di confcommercio 

«Stop al pagamento di utenze e tributi» Parte la raccolta di firme nei negozi

«Stop al pagamento di utenze e tributi» Parte la raccolta di firme nei negozi

Martini: «È stato di emergenza. A causa del Coronavirus il lavoro è crollato dal 50 all’80%. Le previsioni sono peggiori» 

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lucca. Di fronte all’emergenza generalizzata scaturita dal verificarsi dei casi di Coronavirus anche in Italia, che sta avendo - e che avrà, in previsione - gravi ripercussioni anche sull’economia locale, Confcommercio Lucca scende in campo con un’iniziativa forte, e senza precedenti: da oggi darà il via a una raccolta di firme per chiedere lo stop temporaneo (tre mesi) ai pagamenti delle utenze e dei tributi, intanto quelli comunali. Lo farà distribuendo moduli ai negozi di tutto il territorio comunale: la campagna dei commercianti potrà essere sottoscritta anche da privati cittadini. L’obiettivo è arrivare velocemente a diverse migliaia di firme.

«Con senso di responsabilità, Confcommercio - spiega l’associazione dei commercianti - ha evitato sinora, in questi giorni e settimane così confusi per l’esplosione del Coronavirus, di intervenire pubblicamente, pur prendendo parte a tutti gli incontri istituzionali sia a livello locale che regionale, facendo sentire la sua voce, in attesa di capire meglio la piega che avrebbe preso questa vicenda. Gli ultimi sviluppi, con la chiusura di scuole e atenei di tutta Italia fino al 15 marzo che appare ormai imminente, segnano però uno spartiacque e sanciscono in maniera netta l’esistenza di un’emergenza che non è soltanto di alcune “zone rosse”, ma anche di altre aree come fortunatamente la nostra dove al momento non si registra l’esistenza di focolai del virus».

«Confcommercio - continua -, tenendo fede a quello che è il suo ruolo di associazione di categoria, guarda con grande preoccupazione e con la massima determinazione alle gravissime ricadute che la psicosi da Coronavirus sta provocando alle imprese del territorio. Ricadute ancora più gravi per una città, come Lucca, che da anni si è data una vocazione turistica. E che di fronte allo stop del turismo vede bloccato improvvisamente e in modo violento il suo principale tessuto economico e produttivo».

Parte da questi presupposti l’iniziativa.

«Ecco perché Confcommercio e la sua Commissione Città di Lucca - si illustra - daranno vita a partire dalla giornata di oggi a una raccolta di firme fra i commercianti, aperta naturalmente anche agli altri cittadini, con la quale chiedere la sospensione immediata e per un periodo di almeno tre mesi, da rivalutare ed eventualmente prorogare, nel caso in cui l’emergenza non fosse ancora rientrata, dell’obbligo di pagamento per le attività commerciali del centro storico e di tutti i quartieri esterni di tutte le utenze, quindi luce, gas, acqua, e dei tributi, senza more né interessi aggiuntivi».

«Il commercio in tutte le sue forme è fermo – spiega con Confcommercio la commissione Città di Lucca guidata dal presidente Giovanni Martini -. Si tratta di un elemento oggettivo e non discutibile. Le imprese non hanno liquidità per far fronte alle scadenze e alle spese correnti. Non sospendere utenze e tributi sino alla fine dell’emergenza significa uccidere migliaia di attività e far saltare ancor più migliaia di posti di lavoro». Perché il momento è molto difficile, fa chiaramente capire Martini, e molte attività sono a rischio. «Quasi in tutte le attività commerciali di Lucca, i dipendenti sono in ferie in questi giorni. Gli operatori vedono crollare il lavoro da 50 all’80% e in previsione sarà peggio. Si tratta di uno stato di emergenza. E tutto nasce - sottolinea - dal fatto che Lucca, a partire dall’amministrazione Favilla e poi con quella attuale, ha sposato quasi esclusivamente la vocazione turistica. Il centro è stato svuotato, di funzioni e residenze. Anche di scuole, purtroppo».

«A rischio c’è un intero tessuto produttivo e sociale e nessun ente, dal Comune ai livelli più alti può ignorarlo». —



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