Il Tirreno

Lucca

la storia 

Riapre il ristorante dopo la morte del marito: "Ho scelto di non arrendermi"

Emanuela Ambrogi
Riapre il ristorante dopo la morte del marito: "Ho scelto di non arrendermi"

Bagni di Lucca: Raffaele Politi è scomparso due mesi fa a 43 anni e la moglie Irene ha deciso di mandare avanti da sola il locale

2 MINUTI DI LETTURA





BAGNI DI LUCCA. Si è rimboccata le maniche, a poche settimane dall’improvvisa morte del marito. E ora Irene Giusti, rimasta vedova a 43 anni con due figlie piccole, riapre il ristorante “La Tana del Ghiro”, che conduceva insieme al coniuge Raffaele Politi.

Un segnale di speranza in un momento particolarmente difficile non solo per la famiglia Giusti, ma anche per tutta la comunità, in apprensione per il virus che sta mettendo a repentaglio tante attività, soprattutto nel settore del turismo e dei servizi.

La riapertura della “Tana del Ghiro” è in programma per sabato 7 marzo. Il ristorante, che si trova in via Letizia (statale del Brennero) alla Villa, per un periodo aprirà poi sia a pranzo che a cena, nei giorni di sabato e domenica. Continuerà a proporre piatti preparati soltanto con ingredienti che arrivano dall’azienda agricola di Irene Giusti, a Lugliano.

A poco più di due mesi dalla perdita del marito, che risale al 4 gennaio scorso, la vedova prova a reagire al grande dolore e a proseguire l’attività gestita, per anni, insieme al coniuge.

Bagni di Lucca recupera così un ristorante conosciuto e apprezzato soprattutto per il ricorso alla “filiera corta” nella preparazione dei cibi a base di prodotti del territorio. «Ho scelto di non arrendermi – spiega Irene, originaria di Corsagna – e voglio continuare il lavoro che svolgevo con Raffaele, anche se non è facile. Perché, oltre a mandare avanti il ristorante, devo raccogliere i prodotti coltivati. C’è da seguire la azienda agricola, insomma. Intanto, però, ho organizzato due gruppi di lavoro: uno per il ristorante, che per il momento sarà aperto solo il fine settimana, e l’altro per la azienda agricola. Spero di farcela».

«Intanto – conclude Giusti – mi è arrivata la comunicazione a conferma che qualcosa di buono è stato fatto: gli organi espiantati a Raffaele sono serviti per cinque persone, curate e guarite. Una bella notizia, che allevia, in parte, un dolore immenso in un periodo molto difficile per la mia famiglia. Dove, in pochi mesi, ci sono state altre due persone scomparse prematuramente». 
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa