Attenzione
Il Comune ci riprova: un bando per lo stabilimento Bernabò
Il complesso è inutilizzato da più di un anno, dopo la gestione temporanea della società Exelor
Prova a rilanciare l’attività del Bagno Bernabò il Comune di Bagni. L’amministrazione ha infatti varato un nuovo bando per assegnare per sei (più altri sei eventuali) la gestione del complesso, che da oltre un anno è inutilizzato.
Il Bagno verrà aggiudicato a chi offrirà il massimo rialzo rispetto al canone posto a base d’asta, ancora da fissare. Dopo due tentativi di assegnazione andati a vuoto, nel precedente mandato l’amministrazione aveva predisposto un terzo bando nel quale si prevedeva come base d’asta per la concessione un canone di 6mila euro annui, Iva esclusa, ossia 500 euro al mese. Il complesso in via di Bagni Caldi a Ponte a Serraglio il gestore doveva offrire alla clientela attività termali, centro benessere, massaggi per viso e corpo e altri servizi complementari.
Il problema era l’utilizzo dell’acqua calda (alla temperatura di 39,2 gradi) che sgorga dalla sorgente Bernabò: per usarla a scopi termali occorreva l’autorizzazione da parte del ministero della Sanità. Tanto che il bando prevedeva un ulteriore esborso di 1.200 euro l’anno per l’aggiudicatario, nel caso questa autorizzazione fosse arrivata. Ma doveva essere lui a chiederla e a fare tutte le pratiche relative.
La gara era stata vinta dalla società Exelor di Milano, che aveva poi gestito il Bagno Bernabò per poco più di una stagione. Non era bastato l’appeal del complesso rappresentato dalla sua storia: fu costruito nel 1593, per volere dei signori della Repubblica Lucchese, poi, più di due secoli dopo (nel 1805), la principessa Elisa, sorella di Napoleone, aveva dato l’incarico di ampliare il Bagno Bernabò per dotarlo di servizi all’altezza con le richieste del tempo.
Chiuso da tempo, l’immobile è stato inserito nell’elenco dei complessi pubblici da valorizzare tramite locazione-concessione d’uso, secondo il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. La direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana ha rilasciato l’autorizzazione per utilizzo del “Bagno Bernabò” come centro benessere/cure estetiche e bagni con utilizzo delle acque termali e ora il Comune cerca il nuovo gestore.
Resta la questione dell’utilizzo dell’acqua termale per uso interno, che sarà consentita solo successivamente all’eventuale ottenimento delle relative autorizzazioni sanitarie e dietro al pagamento di un canone a parte. Il concessionario avrà anche l’obbligo di esecuzione dei lavori di manutenzione necessari alla rimessa in funzione degli impianti e per la riparazione di infissi, lucernari e quant’altro, dietro riduzione del canone al 50 per cento nel primo anno dalla stipula del contratto, qualunque sia la spesa sostenuta. Restano a carico del concessionario l’iter per l’ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie per l’avvio e la gestione dell’attività. —
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