Il Tirreno

Lucca

gallicano 

Cinghiale ucciso L’opposizione chiede misure

Nicola Bellanova

Per la lista “Uniti” il Comune dovrebbe valutare  l’opportunità di revocare la gestione degli impianti  all’autore del gesto

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GALLICANO. Come era prevedibile, considerati anche il clamore e le “sentenze” emesse dal popolo dei social, il caso del cinghiale ammazzato all’interno degli impianti sportivi di Gallicano è diventato un caso politico. Individuato il colpevole del fatto nel presidente dell’associazione Impianti Sportivi Asd, Ferruccio Bertoli, adesso il gruppo di opposizione di “Uniti per Gallicano” chiede al sindaco David Saisi di adottare misure drastiche: «Abbiamo appreso – si legge nella nota di Uniti – della versione dei fatti, con tanto di ammissione della propria responsabilità, resa dal presidente dell’associazione impianti sportivi Gallicano Asd, che ha in gestione l’intero complesso dove è avvenuta l’uccisione di un cinghiale lo scorso 2 febbraio. La ricostruzione fornita dallo stesso, sulla cui veridicità non è nostro compito stare a sindacare, è contenuta in una memoria protocollata e indirizzata al Comune di Gallicano».

Già in passato ci sono stati passaggi in consiglio comunale, ma ora il protagonista del gesto è uscito allo scoperto: «Con un’interpellanza presentata al sindaco il 13 febbraio – proseguono – avevamo già posto degli interrogativi circa l’osservanza delle norme di sicurezza imposte a carico del gestore dalla convenzione stipulata con il Comune, dai regolamenti e dalla legge. Avevamo chiesto pertanto all’amministrazione se si configurassero delle violazioni tali da rendere ipotizzabile, fra le misure da intraprendere, quella della revoca della concessione».

Da parte sua il primo cittadino ha dato incarico a un legale per esaminare le carte per prendere le iniziative che saranno ritenute opportune: «A nostro avviso la questione, in realtà non è di mera natura legale – sostiene però l’opposizione – ma molto più semplicemente di opportunità politica e il sindaco, prima di pensare a nominare avvocati, valuti in modo serio se è il caso di mantenere questa gestione degli impianti sportivi o se non sia il caso di recedere dalla convenzione, con cui si affidano gli impianti un’associazione presieduta dall’autore di un gesto deprecabile, che in quell’area ha commesso dei reati mettendo a rischio la sicurezza pubblica anziché tutelarla». —

Nicola Bellanova

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