Sicurezza
Sesso per i soldi con un sedicenne nel parco pubblico
Indagato uomo di 41 anni: l’allarme lanciato dalla scuola Il giovane aveva nel portafogli 120 euro in contanti
Era arrivato a scuola, una mattina, con due pezzi da cinquanta euro nel portafogli. Troppi soldi da portarsi dietro. Un’insegnante se n’era accorta e aveva chiesto al quindicenne da dove arrivassero: «Ho incontrato un uomo, mi ha chiesto di comprargli le sigarette - ha risposto -. Sono andato e lui mi ha dato cento euro di ricompensa».
Una storia incredibile, quella raccontata dal giovane, che ha spinto l’insegnante a chiedere ancora dove avesse preso quei soldi. «Non li ho rubati - ha detto il ragazzo - me li ha dati un uomo, in cambio di un rapporto sessuale»: le parole del quindicenne hanno fatto calare il silenzio nella stanza. Gli insegnanti hanno chiamato la madre del giovane che si è rivolta subito ai carabinieri che hanno avviato le indagini e il fascicolo è stato trasmesso alla Procura distrettuale di Firenze, competente per questo tipo di reato: a un uomo di 41 anni, originario della Piana di Lucca, difeso dall’avvocato Claudio Boccini infatti, è contestato il reato di prostituzione minorile.
Sarebbe successo una volta sola, una sera che l’adolescente era uscito con i suoi amici per passare la serata in un locale. Quando i suoi amici avevano deciso di andare a casa, il sedicenne li avrebbe accompagnati e, una volta lasciati, passando davanti al parco pubblico, sarebbe stato avvicinato dall’uomo che gli aveva chiesto se si fosse voluto appartare con lui, in cambio di 100 euro. Il sedicenne era quindi andato con l’uomo dietro a un monumento, in una zona del giardino più defilata e al buio e lì dietro avrebbero consumato un rapporto sessuale.
La madre del ragazzo, che era uscita da casa per cercarlo, si sarebbe avvicinata al monumento e avrebbe chiesto proprio al quarantunenne se avesse visto suo figlio, descrivendolo sommariamente. L’uomo avrebbe detto di no, di essere solo nel parco. Il figlio della donna invece, sarebbe stato nascosto nel buio dietro al monumento.
Un racconto che dovrà essere ora verificato dalla Procura di Firenze che ha dato l’incarico alla dottoressa Alessandra Gambineri: all’esito della perizia dovrà essere fissato l’incidente probatorio nel corso del quale verrà sentito il ragazzino.
La madre del ragazzo, qualche giorno dopo - prima però di essere venuta a conoscenza dell’accaduto - era tornata nel parco per chiamare suo figlio. Aveva trovato di nuovo il quarantunenne che stava parlando al telefono con un’altra persona e di nuovo gli aveva chiesto se avesse visto suo figlio. Anche quella volta, la risposta era stata negativa. Successivamente però, il ragazzo ha raccontato di essere stato adescato dall’uomo con il quale poi si era appartato. Racconto che poi aveva ripetuto a casa, con un’altra insegnante e davanti al fratello ventenne, tra le lacrime.
La madre e il padre del ragazzo, quando hanno sporto denuncia ai carabinieri, hanno fornito anche elementi che avrebbero portato i militari a identificare il quarantunenne. L’uomo infatti abita nella stessa zona nella quale vive la famiglia: il ragazzino, all’uscita dalla scuola, avrebbe accompagnato sua madre sotto la casa dell’uomo, dicendole che una volta lo aveva accompagnato fin lì ma che, invitato ad entrare, era invece scappato.
I carabinieri, che stanno svolgendo le indagini, hanno sentito i genitori del giovane e le insegnanti e trasmesso tutti gli atti alla Procura di Firenze che ora sta coordinando il lavoro dei militari. —
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