Il dolore
Virus, col calo del turismo il Comune perde 2 milioni
Diminuiscono le entrate di tassa di soggiorno, parcheggi e accessi alle torri Lunedì incontro con le categorie: c’è da rilanciare l’immagine della città sicura
Casi conclamati di Coronavirus nella provincia di Lucca non ce ne sono, eppure un malato grave c’è già: è il business del turismo. «Tra minori introiti per tassa di soggiorno, parcheggi, accessi alle torri e musei perderemo circa 2 milioni di euro, e questo solo fino a giugno». Sono cifre allarmanti quelle fornite dall’assessore al Turismo Stefano Ragghianti. Stime ufficiose, per carità, ma che danno la misura di come il Coronavirus non rappresenti soltanto un’emergenza sanitaria. C’è molto altro in ballo, nel caso in specifico l’immagine di una città che negli ultimi anni ha saputo scalare la classifica delle mete turistiche più visitate in Toscana e non solo: circa 250mila arrivi nel 2018 (il dato del 2019 ancora non c’è) e numeri triplicati rispetto a quelli di inizio anni ’90. Un tale volume di arrivi ha avuto conseguenze anche sugli introiti del Comune: la tassa di soggiorno, che nel 2015 portò nella casse 654mila euro, nel 2019 per la prima volta sfonda il muro del milione di euro. Contestualmente sono aumentati anche gli introiti di Metro per i parcheggi a pagamento (4,2 milioni nel 2019, di cui poco meno di due finiranno nelle casse comunali), così come gli introiti derivanti dagli accessi a Torre Guinigi, Torre delle Ore, all’Orto botanico e al museo Puccini.
La città, e soprattutto il centro storico, hanno riconvertito parte del loro tessuto economico per sfruttare al meglio le possibilità offerte da questa debordante vocazione turistica: i franchising al posto dei negozi di vicinato, la proliferazione parossistica di bar e ristoranti, le locazioni commerciali alle stelle. Ma il fenomeno che dà maggiormente l’idea di questo cambio di pelle è forse il boom degli affitti brevi fai da te: oltre 2.500 alloggi a disposizione dei turisti, con un giro di affari su Lucca che Airbnb stima in 6,5 milioni di euro.
L’allarme di questi giorni ha messo in crisi questa catena: raffica di disdette nelle strutture ricettive, agenzie di viaggio sommerse di telefonate, eventi annullati (Lucca Film Festival). Ma ne risente anche la filiera produttiva delle aziende, che hanno attività in Cina. Insomma danno a 360 gradi.
Anche le associazioni dei commercianti sono preoccupate: «Sarà che siamo in un periodo dell’anno storicamente un po’ morto – dice Giovanni Martini, presidente della commissione Citta di Lucca di Confcommercio – Ma in questi giorni i locali mi sembrano più vuoti del solito. Preoccupato? Certo, ma non dal Coronavirus. Temo la paura che si è ingenerata in maniera irrazionale: qui non si corre alcun rischio, diciamolo. Per di più siamo in un periodo decisivo per determinare l’andamento dell’annata: è in queste settimana che molte imprese programmano le assunzioni per la bella stagione e vista la situazione al momento è tutto bloccato. Significa centinaia di posti di lavoro a rischio». Lunedì si terrà un incontro in Comune alla presenza delle associazioni di categorie. Presenti il sindaco Alessandro Tambellini, l’assessore Valentina Mercanti e Stefano Ragghianti: «L’altra settimana – racconta proprio Ragghianti – ero a un incontro con gli esponenti delle amministrazioni di Venezia, Bologna e Firenze, che come Lucca dovevano fronteggiare il fenomeno del cosiddetto “overtourism”. In 48 è cambiato tutto, ora abbiamo il problema opposto».
«Chiederemo al Comune misure per tutelare le attività di Lucca. Uno “sconto” sulla tassa per il suolo pubblico? Sì, ma ancor di più penso alla riduzione delle tariffe per i parcheggi, una misura che darebbe benefici a un maggior numero di attività, dentro e fuori dal centro. E soprattutto serve una campagna promozionale positiva per far capire che Lucca non è una zona a rischio e vi si può venire tranquillamente. Dobbiamo lavorarci tutti».
Alla riunione sarà presente anche l’assessore al Commercio Valentina Mercanti: «In questo momento è importante dare messaggi positivi e rassicuranti – spiega – Faremo il punto con le associazioni e studieremo una strategia per rilanciare il territorio. Anche gli eventi di richiamo sono importanti e dato che non c’è alcun motivo di preoccupazione su Lucca mi auguro che non ci siano cancellazioni o rinvii. A questo proposito voglio elogiare gli organizzatori del Salone dell’edilizia che non si sono fatti prendere dal panico e hanno confermato l’evento a Lucca dal 6 marzo».
Sulla stessa lunghezza d’onda Francesca Pierotti, direttrice di Confesercenti. «È una partita che va giocata soprattutto a livello nazionale e mi fa piacere che il governo abbia già varato un decreto per aiutare le imprese del turismo (sospensione dei versamenti di ritenute e contributi fino al 31 marzo; rimborsi di titoli di viaggio e pacchetti turistici annullati anche sotto forma di voucher utilizzabili entro un anno, ndr). Occorre lavorare anche sulla comunicazione: qui non siamo in zona rossa e non c’è da avere timore». —
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