Sicurezza
Il film del lucchese Nardone in concorso al Maxxi di Roma
È stato selezionato tra i cinque lavori migliori in gara: sarà proiettato il 4 marzo Protagoniste di House of Tears, Amey Soun, top model cambogiana, e Letizia Letza
lucca. Una passerella internazionale per il regista lucchese Antonio Nardone: il suo film “House of Tears” sarà proiettato in anteprima mondiale al Maxxi, museo di arte contemporanea di Roma, nell’ambito del festival cinematografico “Extra doc”, riservato a film documentari inediti. Il film di Nardone è rientrato nella cinquina dei migliori documentari in gara; in parallelo il festival romano offre la proiezione di documentari editi (ma fuori gara). L’appuntamento è per mercoledì 4 marzo alle 21, quando la sala cinematografica del Maxxi sarà tutta per il debutto di “House of Tears”; alla serata sarà presente il regista. «Ho inviato il mio lavoro al festival Extra doc - racconta Nardone - ed è stato accolto entusiasticamente. Sono onorato che il direttore Mario Sesti lo abbia selezionato fra i migliori cinque».
Tra documentario e videoarte, “House o Tears” (“casa delle lacrime”) è un affresco duro e sensuale della realtà della città cambogiana di Phnom Phenh.
Un uomo, una donna, una stanza d’albergo sul lungofiume. Fuori, il Mekong. Nella stanza, le persiane chiuse creano una sorta di “notte eterna”. L’uomo e la donna parlano, stesi sul letto: è questo il quadro di inizio del film, la cui trama prende forma da due persone reali. Sono il regista Nardone alla ricerca del nuovo film e Amey Soun, la più affascinante delle top model cambogiane: è giovane e bellissima ma la sua vita è segnata da storie di violenza. Amey, pochi giorni dopo l’inizio delle riprese, scompare. Successivamente, l’autore torna in Cambogia con una nuova attrice, Letizia Letza, che interpreta Amey per arrivare fino in fondo ai misteri della sua infanzia, devastata dagli abusi. «Ho sempre pensato a “House of Tears” come un film maledetto - dice ancora il regista - per l’orrore del passato di Amey, per tutta la violenza, per le difficoltà che ci hanno travolto e la morte di alcuni membri della troupe per me come fratelli. Quello che scopro, ora che il film è finito, è che le persone lo leggono come un film d’amore, dominato dalla bellezza e dalla sensualità di due donne stupende».
“House of Tears” è il secondo film della trilogia orientale di Nardone, dopo”Blood Red Karma” e prima di “Ladyboy” (quest’ultimo di prossima uscita). La sua durata è di 75 minuti; la lavorazione si è svolta tra il 2017 e il 2018. Un film a basso costo: in tutto trentamila euro di cui metà frutto di un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. È girato per gran parte in Cambogia, ma con sequenze importanti anche a Lucca; alcune scene addirittura sono ambientate nella Casa Natale di Puccini, grazie alla collaborazione della Fondazione Giacomo Puccini: nel complesso, le riprese hanno richiesto circa un mese e mezzo.
E dopo l’anteprima mondiale romana, “House of Tears” arriverà anche a Lucca. «Lo presenterò presto alla nostra città», promette il regista. —
B.A.
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