Proteste
Dodici chilometri di strada ricchi di auto e di pericoli
CAPANNORI. Il dramma di ieri sera, l’ennesimo sulla dozzina di chilometri della via Pesciatina che separano la Valdinievole dalla Lucchesia, solleva ancora una volta la questione della sicurezza di quella strada, una delle più trafficate della Piana. Una strada ad alta densità di veicoli, di ogni tipo, dalle biciclette ai mezzi pesanti, e che ogni giorno di più mostra la sua inadeguatezza. I problemi sono molti, e non di facile soluzione vista anche la morfologia della strada stretta, che in più punti attraversa zone urbanizzate, dove spesso non c’è nemmeno fisicamente lo spazio per dei marciapiedi, con abitazioni e attività commerciali che in molti casi si affacciano praticamente sulla carreggiata. E poi le continue immissioni ed emissioni laterali che spesso diventano causa di scontri con le auto che si immettono sulla Pesciatina o di tamponamenti per i mezzi che invece devono svoltare nelle viuzze laterali, forse più pericolose degli incroci con le vie più grandi che almeno sono caratterizzati dalla presenza di rotonde. E poi i pochi passaggi pedonali, comunque pericolosi in assenza di semafori a chiamata (l’unico è quello al cimitero di San Vito, nel Comune di Lucca).
Certo, è difficile intervenire sull’esistente, così come i primi a poter far qualcosa sono soprattutto gli utenti della strada, osservando il codice e il buonsenso. Ma qualcosa potrebbe essere comunque fatto per cercare di ridurre la pericolosità di quel tratto di strada, almeno per quanto riguarda le ore notturne, ossia dotare quella strada di un sistema di illuminazione pubblica che oggi è francamente carente in molti punti e del tutto inesistente in altri. Scarsa visibilità che potrebbe aver avuto un ruolo anche nella tragedia di ieri sera. Certo, mettere i lampioni su ogni strada è difficile, ma almeno su quelle più transitate e pericolose (e la Pesciatina è tra queste) sarebbe opportuno. —
L.S.
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