Toscana
Un aspiratore speciale per l’ambiente
Al Centro Ricerca Rifiuti Zero presentato Dashi, apparecchio studiato per raccogliere mozziconi e piccoli pezzi di plastica
CAPANNORI. La genialità della semplicità: si potrebbe adottare questa espressione per il “Dashi”, l’apparecchiatura presentata ieri mattina al Centro Rifiuti Zero, al Parco Scientifico di Segromigno in monte. Dashi, che prende il nome dal suo inventore Saimir Dashi, è infatti uno strumento di una semplicità unica, che permette però di risolvere un problema complesso, ossia la rimozione di quei piccoli rifiuti che “decorano” le nostre città, i nostri parchi e le nostre spiagge: pezzetti di plastica, cotton fioc e, soprattutto, mozziconi di sigaretta. Certo, per eliminarli ci sarebbe un’alternativa anche migliore, ossia l’educazione. Ma visto che il semplice gesto di NON gettare rifiuti dove capita pare improponibile per troppi, purtroppo bisogna attrezzarsi per combattere l’inciviltà. . I rifiuti più grossi sono quelli che si notano di più, ma sono anche quelli più facili da rimuovere, per esempio in occasione delle iniziative (fortunatamente sempre più frequenti) che vedono volontari impegnati in campagne di ripulitura. Ma restano quei maledetti piccoli rifiuti, quelli più difficili da rimuovere e che, proprio per le loro ridotte dimensioni riescono facilmente ad arrivare sino al mare, anche partendo da molto lontano. Rimuovere i mozziconi uno per uno manualmente è impensabile, però si possono aspirare.
Ed è proprio qui la genialità di Dashi, uno strumento realizzato con una serie di raccordi in plastica con alla cima una pompa. In pratica un aspirapolvere, ma pensato specificatamente per i piccoli rifiuti. La potenza aspirante è pensata specificatamente per raccogliere i rifiuti, e non, per esempio, la ghiaia. Il filtro permette poi di separare il rifiuto da altri elementi, tipo sabbia o fili d’erba. Il beccuccio aspirante permette anche di arrivare attraverso le grate stradali, spesso usate come posacenere. Ma Dashi può essere usato nelle spiagge, nei parchi e ovunque (ossia dappertutto) arrivi la maleducazione. Leggero (pesa meno di un chilo), scomponibile (quindi facilmente trasportabile) ed ergonomico, può essere usato senza bisogno di chinarsi.
L’apparecchio, per il quale è stata presentata la richiesta di brevetto, è stato presentato non a caso al Centro rifiuti zero, non solo per il suo impegno contro l’inquinamento, ma anche perché è coinvolto nello studio, avviato recentemente col Comune di Capannori e l’Università di Pisa, per il riciclaggio dei mozziconi di sicurezza. E il Centro di ricerca, rappresentato dal suo coordinatore Rossano Ercolini, con la società Da&Gi proprietaria del dispositivo, e con l’associazione livornese Acchiapparifiuti, rappresentata da Sergio Giovannini, hanno sottoscritto un protocollo di collaborazione per promuovere l’uso del Dashi (che, tra le altre cose, ha anche un basso costo) tra amministrazioni pubbliche, aziende, ma anche associazioni e privati cittadini, per rendere l’ambiente più bello. —
L.S.
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