Il dolore
Cinghiali e problemi È guerra di numeri
L’associazione di categoria parla di 450 mila capi in Toscana Remaschi replica parlando di emergenza ridimensionata
VALLE DEL SERCHIO. Il problema cinghiali? Resta un’emergenza. Anzi no, si è ridimensionato di parecchio rispetto al recente passato. Sulla questione della proliferazione di questi animali (causa di danni all’agricoltura e di rischi per la viabilità) c’è un botta a risposta tra Coldiretti e l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi.
Per Coldiretti Toscana, che sollecita una riforma della legge regionale obiettivo del 2015 («Ferma al palo da più di un anno») i cinghiali sono «più che raddoppiati negli ultimi dieci anni, saliti a 450mila in Toscana, con una stima dei danni in campagna che supera i 4,5 milioni di euro».
«Negli ultimi anni le popolazioni di cinghiali hanno guadagnato terreno rispetto alla presenza umana – dice Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana – con una concentrazione media di un animale ogni cinque abitanti in una fascia territoriale segnata già dalla tendenza allo spopolamento per l’indebolimento delle attività tradizionali. Ogni 100 ettari di territorio si registra la presenza di almeno 20 cinghiali, mentre il Piano faunistico regionale ne prevede da 0,5 a un massimo di 5 capi, si conta un ungulato per ogni pecora negli allevamenti, 4 per ogni maiale e 6 per ciascun bovino».
L’eccessiva presenza di fauna selvatica, secondo Coldiretti – rappresenta un rischio per l’agroalimentare toscano visto che proprio nei comuni sotto i 5mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche: «Oggi – chiude Filippi – si deve passare senza indugi dalle parole ai fatti con la profonda riforma della Legge obiettivo che dal 2015 a oggi non ha evidentemente sortito i risultati sperati».
«Negli ultimi tre anni – è la replica dell’assessore Remaschi – la popolazione di cinghiali in Toscana si è fortemente ridotta e le stime dei danni registrati si sono più che dimezzate. Questi sono i risultati ufficiali conseguiti con gli interventi messi in atto negli ultimi 4 anni. Mi dispiace che le cifre fornite da presidente e direttore di Coldiretti Toscana e le conseguenti analisi siano di segno ben diverso: ma questi sono i dati che ci arrivano direttamente dagli Atc. La popolazione di cinghiali in Toscana ammonta oggi a circa 160mila unità su un totale di circa 400.000 ungulati; un dato che evidenzia come la popolazione di questi animali stia iniziando a calare, e questo anche grazie agli abbattimenti attuati a seguito degli interventi di controllo regionale oltre che a quelli dovuti alla caccia ordinaria (332mila cinghiali abbattuti in un triennio). Un segnale evidente di questo ridimensionamento arriva dalla stima dei danni provocati da ungulati (quindi non solo dai cinghiali): nel 2017, quando ancora gli effetti della legge non si erano fatti sentire si era arrivati a 3,2 milioni di euro, una cifra che poi è scesa fortemente sia nel 2018 (1 milione e 67mila) che nel 2019 (1 milione e 80mila euro). Si tratta di numeri ben diversi da quelli indicati da Coldiretti».
«La mia conclusione – aggiunge Remaschi – è che, ancora oggi siamo di fronte a un fenomeno preoccupante e su cui tenere alta la guardia. Ma non trovandoci più nella stessa situazione del 2015, dobbiamo superare la fase emergenziale, che per sua natura si adatta solo a periodi brevi, mettendo a regime un nuovo sistema per mantenere in modo permanente dei livelli di intervento sempre più efficaci e veloci». —
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