Toscana
Concorso su misura, imputato un docente
La Procura vuole processare il professor Marchi: «Requisiti particolari della selezione inseriti per favorire un candidato»
pisa. Un concorso confezionato come un abito sartoriale.
Cucito su misura sulle caratteristiche di uno dei due candidati che poi aveva ottenuto il posto pur essendo stati entrambi i concorrenti ritenuti idonei.
La denuncia della dottoressa esclusa, ora diventa una richiesta di rinvio a giudizio per il reato di «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente» a carico del professore associato in organico a Economia Aziendale, Luciano Marchi, 71 anni, di Lucca.
L’ha firmata il sostituto procuratore Giovanni Porpora che, a chiusura dell’inchiesta, ha chiesto l’archiviazione per gli altri due indagati iniziali, l’ex rettore Massimo Augello e l’allora segretario della commissione di esame, il professor Silvio Bianchi Martini, lucchese.
Ad aprile davanti al gup Giulio Cesare Cipolletta si terrà l’udienza preliminare con il professor Marchi assistito dall’avvocato Andrea Da Prato e la parte offesa, Giulia Romano, 41 anni, livornese, assistita dal legale Francesco Agostinelli. Anche l’università potrà costituirsi parte civile.
Al centro della contesa l’esclusione, ritenuta ingiusta della ricercatrice Romano, dalla corsa alla cattedra di ordinario di Economia aziendale. L’altro candidato, secondo l’accusa, avrebbe vinto perché Marchi prima nella predisposizione del bando e poi facendo parte della commissione di valutazione si sarebbe mosso per aiutare il vincitore in pectore Simone Lazzini. Lo avrebbe fatto inserendo tra i requisiti una serie di elementi favorevoli e presenti nel curriculum di Lazzini, associato di Economia aziendale. Un’azione finalizzata a creare un bando ad personam ritagliato sulle specifiche caratteristiche professionali del candidato a scapito della dottoressa Romano.
Agli atti c’è anche una registrazione avvenuta tra il professor Andrea Guerrini (ex presidente del Consiglio di Gestione di Asa a Livorno) marito della Romano e il docente Marchi. L’imputato ammetterebbe che il profilo del concorso era stato studiato per il vincitore precedentemente designato «perché rientrava negli accordi». «Forse non te lo avevo raccontato, ma col rettore (Augello, ndr) mi ero scontrato, poi ci ho chiarito, voglio dire non potevo non...”, si sente dire al professore nella registrazione. Perché «il rischio è quello dell’isolamento... in queste vicende una ha ragione, però appare come quella che rompe i c... e in questo caso tutto l’ateneo è coalizzato perché tu vai a rompere una logica». —
Pietro Barghigiani
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