Sicurezza
Sequestro di persona per un’estorsione: condannato a 8 anni
La vittima era un ambulante del settore frutta e verdura che per i rapitori aveva sottratto trenta chili di hashish
Otto anni di reclusione e 3mila euro di multa. Anche il terzo componente della gang che nell’estate 2018 sequestrò un ambulante di Sarzana del settore frutta e verdura perché credeva che l’imprenditore - attualmente detenuto per reati legati agli stupefacenti - si fosse impossessato di 30 chili di hashish per un valore di 45mila euro destinati invece all’organizzazione. Si è concluso ieri pomeriggio in Corte d’Assise (presidente Giuseppe Pezzuti, giudice Tiziana Lottini) il processo che vedeva imputato Mihai Orbulescu, 56 anni, rumeno, accusato di sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina aggravata. Dopo la sentenza di condanna, il rumeno è tornato in carcere. Il pm Elena Leone aveva chiesto 10 anni per la continuazione. E in considerazione dell’attenuante dell’avvenuta liberazione dell’ambulante, la rapina è diventata il reato più grave. Un processo istruito dal pubblico ministero con il fascicolo finito a Firenze per competenza funzionale (da sequestro di persona è stato riqualificato in sequestro di persona a scopo di estorsione) e poi riassegnato dalla Distrettuale affinché venisse seguito dal magistrato lucchese.
GLI ALTRI IMPUTATI
Con Orbulescu erano imputati anche Rachid Brahim, 24 anni e Jouad Atimi, 38 anni, entrambi di origine marocchina. Avevano chiesto il rito abbreviato e sono stati condannati a 6 anni di reclusione ciascuno.
I FATTI
Un fogliettino scritto a mano trovato dai carabinieri nell’auto della vittima del sequestro - fermata a un posto di blocco sull’Aurelia nel luglio 2018 - portò all’arresto dei tre malviventi. Nel biglietto c’era scritto: «Se dovessi morire, questi sono i nomi dei miei aguzzini». Con le generalità dei tre immigrati. L’imprenditore raccontò che lo avevano prelevato dalla sua casa e trasportato nella baracca di via del Chiasso, nelle vicinanze del campo nomadi di via della Scogliera. Sostenevano che lui era il responsabile della sottrazione di 30 chili di hashish che loro avevano stoccato all’interno del capanno. Per 6 ore lo tennero in ostaggio solo quando capirono di aver preso un abbaglio lo riportato a casa non prima di averlo rapinato di 400 euro. —
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