Attenzione
Pronto soccorso, tende all’esterno per il pre-triage: «È obbligatorio»
Cittadini colti di sorpresa dalla misura stabilita dall’Asl La guardia giurata fa da vigile e indirizza tutti nella struttura
«Scusi, dove sta andando?». Oppure: «Scusi non vede che non si può entrare? Prima deve passare da qui». La mattinata dell’agente della vigilanza privata in servizio all’ingresso del Pronto soccorso trascorre inseguendo persone che mentre guardano con stupore la tenda della protezione civile montata davanti all’ingresso, proseguono quasi senza rendersi conto che quella tenda è lì proprio per loro. «Devono passarci tutti – spiegano i medici equipaggiati con mascherina, guanti e tute di tessuto “non tessuto” che operano all’interno del tendone – Qui facciamo il pre-triage e sulla base di quello che emerge indirizziamo i soggetti o al Pronto soccorso o direttamente nel reparto di Malattie infettive per accertamenti». Si tratta di una misura prevista per far sì che persone provenienti dalle zone a rischio o con sintomi come febbre, tosse e malattie respiratorie acute, vengano a contatto con il resto delle persone in Pronto soccorso.
Certo è che il dispiegamento di forze e questo ulteriore e inatteso passaggio coglie di sorpresa molte dei cittadini diretti al Pronto soccorso. Un padre di famiglia si avvia con passo svelto verso l’ingresso quando la guardia giurata deve quasi rincorrerlo per fermarlo: «Sto andando da mia figlia – racconta l’uomo – È stata portata qui in ambulanza perché si è fatta male a una gamba. È dentro da sola e mi sta aspettando». Interviene il medico con la mascherina e tuta di protezione: gli spiega che prima di entrare deve igienizzarsi le mani per ben due volte con l’amuchina. Solo a quel punto può entrare. L’uomo ascolta con un misto di perplessità e spaesamento ma poi segue le indicazioni e via, lo fanno entrare. Poco dopo arriva una giovane coppia con bambina nel passeggino e nonno al seguito. «La piccola si è fatta male cadendo: ha battuto il polso e adesso ha dolore – racconta il nonno – Il pediatra ci ha detto di venire in ospedale che tanto l’avrebbero mandata subito al reparto. Così ci siamo presentati in Pediatria ma i medici ci hanno rispedito qua, dicendo che prima dovevamo fare il pre-triage». C’è un motivo: la madre della bambina è di nazionalità cinese e sia la donna che la figlia sono tornate cinque settimane fa dalla Cina. Anche per questo è stato ritenuto opportuno farle passare dal pre-triage, dove tutta la famiglia ha indossato la mascherina e seguito le indicazioni dei medici prima di essere indirizzata nel giusto percorso.
Mentre il vigilante continua a inseguire utenti e macchine che non rispettano la nuova viabilità (modificata a seguito dell’installazione del tendone della protezione civile) si affaccia la dottoressa Fabiana Frosini, responsabile del Pronto soccorso: «Mi dispiace ma noi medici possiamo parlare con i giornalisti», dice mentre osserva il via vai di persone. Intanto all’ingresso del San Luca sono comparse le transenne che verranno utilizzate per istituire una sorta di check point, con gli operatori sanitari che invitano i cittadini a igienizzarsi le mani ed eventualmente a indossare le mascherine. Al momento in cui ci siamo passati, però, non erano ancora state sistemate, erano semplicemente appoggiate a un muro. —
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