Attenzione
A ruba le mascherine del Bianucci Group
«Le abbiamo vendute tutte: una cosa mai accaduta» Il racconto dell’azienda lucchese leader nei prodotti medicali
lucca. Preso d’assalto il gruppo Bianucci di San Vito a Lucca, importatore e rivenditore di apparecchi medicali, oltre che fra i primi in Toscana ad avere intrapreso la commercializzazione delle stoviglie compostabili con il marchio EcoCanny.
«L’ondata di richieste di mascherine e soluzioni igienizzanti - spiegano dall’azienda - è arrivata venti giorni fa. Siamo stati letteralmente presi d’assalto: abbiamo ricevuto richieste da enti, da privati, italiani e stranieri, anche dalla Cina, visto che la nostra vendita si svolge anche direttamente dal nostro sito internet. Ad oggi, abbiamo esaurito le scorte sia di mascherine che di igienizzanti: non ci era mai capitata una cosa del genere».
Il gruppo Bianucci è noto per la sua ultracinquantennale attività nel settore dell’importazione e vendita di apparecchi medicali e articoli sanitari monouso. È il suo primo core business: quello delle stoviglie ecologiche è frutto di una scommessa imprenditoriale più recente. Le stoviglie commercializzate dal gruppo Bianucci, in questa fase, vengono realizzate, su indicazione dell’azienda lucchese, in manifatture orientali. «La produzione in Cina oggi è bloccata - spiegano ancora dall’azienda. Ma allo stato attuale siamo “coperti” e possiamo assolvere alle richieste che riceviamo. Quasi fosse stato un presagio, abbiamo fatto grossi ordinativi di stoviglie: il fatto di disporre di uno stock consistente ci agevola. Inoltre abbiamo container di forniture in porto».
Il caso del gruppo Bianucci è emblematico per un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui l’economia è sotto l’assedio di un’emergenza sanitaria come quella del Coronavirus. Un’emergenza che, a vario titolo, sta mettendo a serio rischio vari settori dell’economia, anche locale. Ad esempio quella della produzione di macchine per cartiere: molte aziende della Lucchesia specializzate in questo settore, infatti, si rivolgono al mercato cinese per approvigionarsi di semilavorati. E in un momento come queste, si stanno salvando solo grazie alle scorte di magazzino accumulate.
Le ripercussioni dell’effetto Coronavirus, infatti, rischiano, come ha spiegato nei giorni scorsi sulle cronace del Tirreno di Lucca il direttore di Confindustria Marcello Gozzi, di rompere la filiera produttiva. Un danno che nel lungo periodo potrebbe rivelarsi importante.
L’altra faccia della medaglia è rappresentata dai rischi per il turismo, l’altro settore economico di primaria importanza ormai anche per il nostro territorio. Con l’insorgere del virus Covid-19, le disdette si sono fatte sentire in prima battuta dai turisti dei paesi orientali. Con l’avvicendarsi dei giorni e il propagarsi del virus, l’emergenza diventa sempre più forte: ad annullare le prenotazioni sono anche molti turisti italiani.
Per questo anche gli imprenditori locali seguono con grande apprensione gli sviluppi legati al Coronavirus, giorno per giorno e ora per ora. Perché le dinamiche mondiali, in questa congiuntura, possono essere determinanti anche per aziende del territorio, sia di grandi che di medie dimensioni. —
B.A.
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