Il Tirreno

Lucca

progetto comune 

Gassificatore «Vogliamo essere ascoltati»

Nicola Bellanova

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BARGA. Si torna a parlare, dopo un silenzio durato almeno due mesi, della vicenda pirogassificatore. Nei giorni scorsi si è svolta la prima fase dell’inchiesta pubblica sul gassificatore Kme in cui è stato presentato il progetto da parte dell’azienda. L’obiettivo dell’inchiesta era quello coinvolgere e sondare l’opinione degli abitanti della Media Valle.

E il gruppo di opposizione Progetto Comune, lancia l’allarme: «Dopo oltre due anni di lotte con la consegna di 9.000 firme in Regione, una manifestazione come non si vedeva da decenni in Media Valle, un processo partecipativo il cui esito lascia pochi dubbi sulla contrarietà del territorio, ci si chiede ancora “come la pensano gli abitanti”. E noi, allibiti ma caparbi, non demordiamo, e se per farci ascoltare è necessario formalizzare il nostro dissenso in un procedimento codificato dalla Regione stessa, non ci tiriamo indietro. Ciò a cui non siamo disposti però è perdere tempo ed energie se si tratta di uno strumento solo illusoriamente democratico, creato per nascondere giochi già giocati da politica e interessi economici».

Non è piaciuta la modalità di svolgimento dell’incontro partecipato. «Abbiamo assistito – scrive Progetto Comune – a una conferenza scientifica ai limiti della comprensibilità: quattro ore ininterrotte in cui si sono avvicendati relatori come ingegneri, epidemiologi, architetti di indiscutibili qualità oratorie e altrettanta incapacità di sintesi non tecnica, con una conclusione intorno alle 22 in cui i pochi “superstiti” del pubblico si sono sentiti sconsigliare di intervenire dallo stesso presidente del procedimento, data l’ora tarda. Sarebbe stato più efficace proporre un paragone concreto fra l’altezza della nuova ciminiera di 50 metri e la fatiscente torretta dell’ex fonderia, nota a tutti: i circa 20-25 metri in più della nuova ciminiera rispetto alla suddetta torretta esistente avrebbero reso più di qualsiasi termine tecnico per capire l’invasività del nuovo progetto sul paesaggio. Per concludere: siamo tutti disponibili a “investire” ulteriore tempo per ripetere il nostro no al gassificatore in Valle del Serchio, ma deve essere garantita un’inchiesta pubblica comprensibile da tutti e ben calibrata nelle tempistiche delle esposizioni per assicurare il giusto spazio agli interventi del pubblico, cuore dell’iniziativa». —

Nicola Bellanova

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