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Lucca

L’allarme  

Coronavirus, check point all’ingresso dell’ospedale di Lucca

Gianni Parrini
Coronavirus, check point all’ingresso dell’ospedale di Lucca

Ai varchi personale sanitario inviterà gli utenti a igienizzare le mani e usare le mascherine. L’invito a evitare i luoghi affollati. Il 118 sommerso di chiamate

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LUCCA. Coronavirus, i centralini del 118 sommersi dalle telefonate mentre medici e volontari sono pronti a mettere in atto le procedure per l’assistenza dei pazienti a rischio e gli ospedali preparano dei check point agli ingressi per controllare gli accessi, igienizzare le persone ed evitare i sovraffollamenti.

La buona notizia è che per adesso il Coronavirus non è arrivato in Toscana e tanto meno a Lucca. Ma la situazione è in continua evoluzione e le autorità sanitarie si preparano a fronteggiare il propagarsi del contagio, tant’è che ogni giorno vengono varate nuove misure di prevenzione. Ieri altra riunione dell’unità di crisi dell’Asl nord ovest, stavolta a Pisa. La novità più importante di giornata riguarda la predisposizione di ingressi unici controllati nei presidi ospedalieri (oltre ovviamente al Pronto soccorso). Una situazione abbastanza semplice da realizzare nei nuovi ospedali come il San Luca, dove di fatto c’è un solo ingresso principale, ma assai più ardua da mettere in pratica in altri presidi (ad esempio il Versilia) dove i varchi di accesso sono decine. All’ingresso il personale sanitario darà informazioni all’utente, lo inviterà a utilizzare i dispositivi per igienizzare le mani e, se lo si riterrà opportuno, a indossare una mascherina. Possibile che nei giorni a venire il personale sia dotato anche di un termometro digitale per misurare la temperatura di tutti coloro che si presentano. L'azienda si appella alla comprensione della cittadinanza perché si tratta di provvedimenti a tutela della salute collettiva. C’è un altro punto che è opportuno rimarcare: chi manifesta sintomi come febbre, tosse, malattie respiratorie acute è invitato a limitare le visite ai degenti e in generale l'accesso a centri sanitari affollati come le strutture di Pronto Soccorso e gli ambulatori specialistici e medici. Per questi soggetti la raccomandazione è quella di rimanere a casa e consultarsi con il medico curante. Chi deve effettuare prestazioni ambulatoriali non urgenti può rinunciare alla visita o all'esame senza il pagamento di alcuna penalità per la mancata disdetta. Intanto il centralino del 118 (che per la nostra zona si trova in Versilia) è stato preso d’assalto dai cittadini allarmati. «Una chiamata su tre è di persone che vogliono informazioni e chiarimenti sul Coronavirus, siamo sommersi», dice un’operatrice. C’è anche un po’ di confusione con i numeri di telefono messi a disposizione degli utenti: lo 050-954444 deve essere utilizzato solo per la segnalazione obbligatoria da parte di persone tornate negli ultimi 14 giorni dalle zone in cui è diffuso il contagio (Cina in primis) o da coloro che hanno avuto contatti con casi confermati di Covid-19. Per avere informazioni, invece, ci sono altri due numeri: 800.556060, istituito dalla Regione e attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 15; 1500, attivo 24 ore su 24, e istituito dal Ministero. È bene attenersi a queste indicazioni per evitare di intasare linee che hanno scopi e funzioni assai diverse.

Chi invece soffre di sintomi influenzali (piuttosto comuni in questo periodo) è invitato a contattare via telefono il proprio medico curante, il quale gli darà le opportune indicazioni. È fortemente sconsigliato presentarsi in ambulatorio o ancora peggio in Pronto soccorso, senza aver fatto questa telefonata. Intanto domani si terrà una riunione al Versilia del personale del 118, nel corso della quale verranno date a medici, infermieri e volontari ulteriori indicazioni sui comportamenti da tenere durante il servizio. «Ci atteniamo alle disposizioni contenute nella circolare ministeriale – spiega la dottoressa Maria Grazia Lencioni – Tutte le ambulanze sono equipaggiate con i dispositivi di protezione individuale: mascherina con filtro, occhiali, camice a protezione batterica e doppi guanti. Casi ad alto tasso di rischio per ora non ne abbiamo avuti, ma qualora accadesse il soggetto verrebbe portato in ospedale e ricoverato a Malattie infettive o in Terapia intensiva nei casi più critici. Il tutto senza passare dal Pronto soccorso. Se invece si tratta di soggetti in buona salute ma rientrati dalle zone del contagio o con contatti con casi conclamati di Covid-19, interviene direttamente a domicilio il personale del dipartimento della Prevenzione». —

Altri servizi da pag. 2

a pag. 8 e nell’inserto


 

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