Il Tirreno

Lucca

Quaranta anni al servizio del prossimo

Luigi Spinosi
Quaranta anni al servizio del prossimo

Festa per il Gruppo Fratres di Massa Pisana e San Michele in Escheto, protagonista dovunque ci sia bisogno di aiuto

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LUCCA. “Si può dare di più”, cantava in un Sanremo di qualche anno fa il trio Tozzi, Morandi, Ruggeri. Ed è vero, si può sempre dare di più, però ci sono dei casi in cui è difficile ance solo immaginare come si possa far di più di quanto già si sta facendo. È esemplare, in questo senso, il caso del Gruppo Donatori di Sangue di Massa Pisana e San Michele in Escheto che è riuscito ad andare oltre, molto oltre, il suo già nobile scopo di base, ossia promuovere la donazione del sangue. Nonostante un numero non elevato di volontari attivi, e dall’età media che si fa sentire (anche se non nello spirito) il gruppo può vantare nel curriculum grandi realizzazioni.

Nei giorni scorsi l’associazione ha festeggiato, alla presenza delle autorità e del sindaco Alessandro Tambellini, i suoi 40 anni di lavoro a favore del prossimo. Nell’occasione sono stati anche festeggiati lo storico presidente (da 32 anni in carica) Giovanni Paoli, e i nuovi donatori che nel corso dell’ultimo anno si sono avvicinati al gruppo, ossia Stefano Galantuomini, Giuseppe Inguanti, Federica Lenzi, Domenico Altamura e Alessandra Bucchioni. Nuovi arrivi che portano a oltre cinquanta i donatori del gruppo, anche se non ve ne sono mai abbastanza. Anche perché, come detto, il lavoro del gruppo non si ferma alle unità trasfusionali. No, oltre a questo, e oltre per esempio alla manutenzione dei cimiteri di Massa Pisana, San Michele, Pozzuolo e Vicopelago, nel corso di questi 40 anni il gruppo si è reso protagonista di tante opere per il prossimo. Alcuni esempi? La consegna di un container al paese di Collecurti dopo il terremoto in Umbria nel 1997, per una spesa di 27 milioni (all’epoca c’erano le lire); i 15 milioni raccolti e donati a 6 famiglie colpite dall’alluvione a Sarno nel 1998; i 3 milioni e mezzo per 2 famiglie colpite dalla frana a Vinchiano nel 2000; la costruzione di un pozzo per l’acqua potabile nel 2009 in Burkina Faso; l’acquisto e il montaggio nel 2010 di un prefabbricato nel Comune di Sant’Eusanio Forconese (per un costo di 45mila euro) dopo il terremoto che colpì L’Aquila nel 2009; la roulotte donata al Comune di San Possidonio dopo il terremoto emiliano del 2012; il container donato nel 2017 a Pieve Torrina, dopo il terremoto che colpì il maceratese l’anno precedente. E poi le iniziative per rendere più piacevole la vita sul territorio, come la tradizionale Befana per i bambini e il presepe allestito ogni Natale accanto alla chiesa di Massa Pisana. Tutto finanziato con offerte o cene. Insomma, è davvero difficile fare o dare di più, ma anche riuscire a continuare su questa strada, magari con l’arrivo ulteriori forze, sarebbe davvero già molto. —

Luigi Spinosi

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