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Lucca romana, una festa lunga 12 mesi

Lucca romana, una festa lunga 12 mesi

Il Comune sta organizzando una ricca serie di eventi per ricordare i 2.200 anni dalla fondazione della colonia latina

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luccA. È un «compleanno eccezionale», secondo l’assessora alla continuità della memoria Ilaria Vietina: ricorrono nel 2020 i 2.200 anni dalla fondazione della colonia latina di Lucca. Un numero “tondo” che il Comune vuole celebrare con una serie di eventi che si collocheranno soprattutto nella seconda metà dell’anno («ma non ci saranno problemi se scavalleremo di qualche mese anche nel 2021», commenta l’assessore alla cultura Stefano Ragghianti) e per il quale il programma è in via di estensione in queste settimane.

Il 180 avanti Cristo è infatti la data unanimemente accettata dagli studiosi per la nascita della Lucca romana. «Su questo periodo della storia della città - spiega Vietina - ci sono aspetti poco conosciuti da parte della popolazione, che con queste iniziative intendiamo mettere in luce».

Sarà realizzato un logo che contraddistinguerà le iniziative che avranno uno spiccato carattere scientifico, divulgativo e didattico. In accordo con l'Ufficio tutela archeologica della Soprintendenza e il Polo Museale della Toscana nella primavera, estate e autunno saranno organizzati cicli di conferenze tematiche, visite guidate ai monumenti romani ancora visibili e agli ultimi scavi archeologici realizzati negli ultimi anni. Un importante ruolo divulgativo sarà svolto da “Lucca Experience” il docufilm realizzato nel 2019 dal regista Antonio Nardone mentre e in fase di montaggio un nuovo documentario che riguarderà le ultime acquisizioni della ricerca archeologica in attesa della pubblicazione di un volume cartaceo in programma per il 2021. Infine sarà realizzata una nuova mappa di Lucca romana che sarà il principale strumento didattico per illustrare la città romana anche alle giovani generazioni.

A collaborare con queste iniziative è l’archeologa Elisabetta Abela, che da vent’anni scava quotidianamente per far ritornare alla luce la storia di Lucca, in particolare quella più remota. «È un passato lontano, ma anche glorioso. E nel sottosuolo ci sono tanti elementi che riportano a quella storia, ben presente tra noi. Consideriamo che Lucca è una delle poche città che non ha come punto centrale delle attività la piazza della Cattedrale, ma piazza San Michele, proprio perché era il foro romano».

L’augurio di Abela è che fra le iniziative in programma per i 2.200 anni di Lucca Romana ci sia anche la possibilità di realizzare itinerari anche all’interno dei tanti palazzi privati che, nei propri sottosuolo, hanno reperti di epoca romana: «Negli ultimi anni l’attenzione anche del privato si è molto accentuata - spiega Abela -. Prima questi ritrovamenti venivano visti come un ostacolo, ora invece spesso mi chiamano perché vogliono sapere di cosa si tratti». —

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