Lutto
Coronavirus, primi casi sospetti al San Luca tutti negativi
Centralini presi d’assalto ma l’Asl è pronta e il responsabile di Malattie infettive tranquillizza: otto volte su dieci sintomi lievi
LUCCA. Per ora non c’è, ma è atteso e pertanto ci si prepara ad affrontarlo. La vicenda del Coronavirus è una sorta di Aspettando Godot in salsa sanitaria e anche Lucca è costretta a farci i conti: nella mattina di sabato il San Luca ha ospitato l’unità di crisi dell’Asl nord ovest: una riunione fiume (sei ore) alla presenza del direttore generale Maria Letizia Casani, dei capi dipartimento e capi area interessati da questa emergenza. Obiettivo: fare il punto della situazione e delle dotazioni dei dispositivi di protezione individuali, aggiornare il protocollo per la corretta gestione sia della fase preventiva che di eventuali casi sospetti. Che cominciano già a manifestarsi: a partire da venerdì sera e nel corso della giornata di sabato sono state effettuati tamponi faringei su una manciata di soggetti che manifestavano sintomi sospetti. «Ma sono risultati tutti negativi – chiarisce Sauro Luchi, responsabile della Malattie infettive – Erano situazioni che non destavano una preoccupazione reale, ma abbiamo voluto fare le opportune verifiche per rodare la “macchina” ed essere sicuri che tutto funzionasse a dovere. E così è stato». A seguito dell’ordinanza emessa dalla Regione l'Asl nord ovest ha attivato il numero 050-954444 (attivo dalle 8 alle 20 con personale e dalle 20 alle 8 con segreteria telefonica) a cui si devono rivolgere i residenti di Massa Carrara, Lucca, Versilia, Pisa e Livorno che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di Coronavirus oppure coloro che, negli ultimi 14 giorni, abbiano fatto ritorno in Italia dalla Cina. C’è anche una casella di posta elettronica: rientrocina@uslnordovest.toscana.it. Per avere semplici informazioni rimangono attivi e validi i riferimenti telefonici istituiti dal Ministero della Salute (1500) e dalla Regione Toscana 800 556060 (dalle 9 alle 15).
È chiaro, però, che dopo i casi della Lombardia e del Veneto anche nella popolazione lucchese sia cresciuta la fobia e i centralini sono stati presi d’assalto, così come le farmacie dove le mascherine sono già esaurite. «È opportuno restare calmi perché la situazione è sotto controllo – prosegue Luchi – Nell’80 dei casi la sintomatologia del Coronavirus è lieve e si risolve autonomamente nell’arco di due-tre giorni. I casi che possono richiedere assistenza ospedaliera sono circa un 20% e anche questi hanno in maggioranza esito positivo». Avere sintomi come tosse o febbre in questo periodo è normale visto che l’influenza è ancora nella sua fase pandemica, ma il consiglio è quello di non presentarsi al Pronto soccorso o negli ambulatori medici. «Prima è opportuno consultare telefonicamente il medico – conclude Luchi – Se poi ci fossero situazioni particolarmente sospette sarà il personale del Dipartimento della prevenzione a presentarsi a casa del soggetto per sottoporlo al test (tampone faringeo) e verificare le sue condizioni».
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