Il Tirreno

Lucca

la petizione 

Allo storico forno Casali oltre 250 firme raccolte in pochi giorni

Martina Trivigno
Allo storico forno Casali oltre 250 firme raccolte in pochi giorni

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lucca. Oltre 250 firme in due giorni. Otto fogli bianchi vergati con l’inchiostro nero. Tante, tantissime firme, per dire no all’istallazione di un’isola ecologica nel vicolo di San Simone, a poca distanza dallo storico forno Casali.

È la titolare dell’attività, Cristina De Alberti, ad aver promosso la petizione con un unico obiettivo e, di conseguenza, una richiesta: che il punto di raccolta della spazzatura non venga collocato lì. In quel vicolo dove si affacciano le finestre del forno Casali e pure l’ingresso del panificio di via Guinigi. La titolare, infatti, non lo nasconde: il suo timore è che «con l’arrivo dell’estate il vicolo di San Simone diventi un covo di uccelli, topi e odori sgradevoli, perché, naturalmente ci sarà qualche irrispettoso cittadino che abbandonerà la spazzatura fuori dalle isole».

«Protestiamo perché venga trovata una differente sistemazione dell’isola», aveva sottolineato la famiglia Casali. E, in questi ultimi giorni, in molti si sono fatti avanti per firmare. «Tante persone condividono il nostro pensiero – prosegue De Alberti – condividendo con noi il nostro pensiero. Siamo contenti dell’affetto delle persone: entrano per comprare il pane, ci concediamo qualche minuto per spiegare la nostra causa. E tutti firmano volentieri. Di questo passo, non so quanti nomi e cognomi riusciremo a raccogliere. Questo, comunque, vuole essere un segnale per far comprendere all’amministrazione comunale che posizionare un’isola ecologica nel vicolo è un errore bello e buono. E, come si vede dal numero elevato di firme, non sono la sola a pensarla così».

E sulla stessa lunghezza d’onda anche Marco Santi Guerrieri, presidente dell’associazione “Lucca ti voglio bene” che ha già annunciato di “investire” l’opposizione di un compito in occasione del prossimo consiglio comunale del 3 marzo. «Chiederemo all’opposizione di farsi portavoce delle nostre istanze – spiega Santi Guerrieri – presentando un’interrogazione alla giunta comunale e, in particolare, all’assessore Francesco Raspini».

«Quello che non capiamo, infatti – conclude – è perché non sia stata coinvolta la cittadinanza e perché si siano scelti luoghi di pregio, come il vicolo di San Simone, per istallare dei punti di raccolta per la spazzatura». La battaglia, insomma, è ancora lunga. –

Martina Trivigno

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