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Lucca

DAL TRIBUNALE  

Studentessa accusata di atti sessuali sull’amica

Studentessa accusata di atti sessuali sull’amica

Una ragazza di 21 anni residente in Valdinievole   bacia in auto minorenne della Piana contro la sua volontà

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LUCCA. Una storia dai contorni ancora tutti da chiarire di fronte al collegio giudicante presieduto da Gerardo Boragine. Indagata con l’accusa di violenza sessuale c’è una ragazza residente nel territorio della Valdinievole che all’epoca dei fatti aveva 21 anni e che, durante l’intero iter investigativo, a più riprese ha fatto coming out dichiarando apertamente il proprio orientamento sessuale e le sue tendenze omossessuali. La vittima invece è un’adolescente di 14 anni che vive con i genitori nella Piana di Lucca e che, dopo una serie di avances esplicite, si è confidata con la madre dando origine alla denuncia in procura.

I FATTI

La vicenda risale al 2016. Entrambe le ragazze frequentano un istituto secondario superiore nella provincia di Pistoia. La maggiorenne è ripetente e praticamente al termine degli studi mentre l’altra è una studentessa del primo anno. La maggiorenne molto attratta da quella ragazzina e si offre di aiutarla a fare i compiti. Il primo episodio avviene in macchina mentre insieme stanno percorrendo una strada della Piana di Lucca. A un certo punto la conducente si ferma e bacia la minorenne. Lei resta impietrita e chiede spiegazioni. Ma l’altra, stando all’accusa, sdrammatizza e sostiene che gli aveva fatto uno scherzo visto che il periodo era quello carnascialesco. Dopo questo episodio l’adolescente non aveva riferito nulla ai genitori. Intanto il rapporto si era intensificato. La studentessa ripetente almeno un paio di volte era rimasta a dormire, invitati dagli stessi ignari genitori della ragazzina, nell’abitazione della Piana. In una di queste circostanze la ventunenne avrebbe mostrato sul suo telefonino scene lesbo iniziando poi a toccarsi nelle parti intime e a cercare anche il coinvolgimento della giovane amica di cui si era innamorata. Sotto choc la quattordicenne qualche giorno dopo in lacrime aveva raccontato quanto le era capitato ai genitori. E la famiglia si era rivolta alle forze dell’ordine denunciando la maggiorenne e nominando come legale di parte offesa, l’avvocato Sergio Conti.

Nel 2018 la studentessa minorenne era stata sentita in incidente probatorio dal consulente tecnico del giudice delle indagini preliminari - la psicologa e psicoterapeuta Mariagrazia Nicosia - che aveva ritenuto credibile il racconto fornito dall’adolescente. In considerazione degli elementi raccolti il pm Sara Polino chiese e ottenne il rinvio a giudizio. La scorsa settimana si è tenuta la prima udienza e sono stati sentiti i primi testimoni dell’accusa. —

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