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Sequestro di persona, rumeno alla sbarra
LUCCA. Ha visto la morte in faccia. La canna del fucile dentro la bocca e la minaccia di sparare se non avesse riferito dov’erano finiti 30 chili di hashish per un valore di 45mila euro. Loro sostenevano che era lui ad averli fatti sparire. Così per sei ore - dopo averlo rapito, incappucciato e picchiato selvaggiamente - l’hanno tenuto ostaggio in una baracca in via di Piaggia vicino al campo nomadi. Solo quando hanno capito di aver preso un abbaglio lo hanno rilasciato. Una drammatica vicenda che martedì sarà rievocata in Corte d’Assise (presidente Giuseppe Pezzuti). Alla sbarra uno solo dei tre aguzzini accusati di sequestro di persona: il rumeno Mihai Orbulescu. Gli altri due immigrati - Rachid Brahim e Jouad Atimi - sono usciti dal processo per aver patteggiato la pena in udienza preliminare. Probabilmente verrà sentita la parte offesa dopo che nella prima seduta erano stati ascoltati alcuni testimoni. La vittima, un ex imprenditore di Sarzana, era stato rapito e trasportato dalla Liguria sino in Lucchesia dove in quella baracca ha rischiato la vita. —
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