Il Tirreno

Lucca

IL PROCESSO 

Con il rito abbreviato si deciderà la pena per Toni Caturano

Con il rito abbreviato si deciderà la pena per Toni Caturano

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LUCCA. Niente patteggiamento, ma okay al rito abbreviato con una pena che non dovrebbe scendere al di sotto dei 4 anni di reclusione. Il 15 maggio - di fronte al giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci - potrebbe essere scritta la parola fine (almeno per quanto concerne il primo grado di giudizio) nel procedimento penale che vede imputato con l’accusa di omicidio stradale Anthony Caturano, 25 anni, di Torre del Lago, che nella notte tra il 4 e il 5 febbraio 2018 al volante della sua Lancia Y investì e uccise il giovane Andrea Lucchesi, 21 anni, benzinaio al distributore di carburante dei suoi genitori, ferendo gravemente Fabio Biagini, 25 anni, mentre stavano attraversando la strada in Darsena. L’udienza di ieri mattina è stata interlocutoria. Di fronte al gup e al pm d’udienza Lucia Rugani c’è stata la richiesta dei legali dell’imputato, Fabrizio Miracolo e Roberto Cappa, di poter usufruire del rito abbreviato dopo il no del pm Salvatore Giannino al patteggiamento della pena ritenuta decisamente incongrua (la difesa aveva chiesto 2 anni e 6 mesi) per la gravità dei fatti e il comportamento in sede d’indagine dell’imputato.

L’INCONTRO

Ieri per la prima volta dopo due anni c’è stato l’incontro tra i genitori dell’imputato e quelli della vittima. I genitori di Caturano e l’imputato hanno voluto esprimere a Fiorella Cecchi e Mario Lucchesi, rispettivamente mamma e babbo di Andrea, il loro dolore. Tutto si è verificato nel corridoio fuori dall’aula dibattimentale per tramite dei rispettivi legali. È stato un breve colloquio, da cui si è dissociato il fratello della vittima, che non ha voluto parlare con Caturano. Il comportamento del giovane - che dopo l’incidente non si fermò, telefonò alla madre per farsi venire a prendere e successivamente si costituì - ha lasciato tanta amarezza nel fratello della vittima che soltanto il tempo potrà in parte lenire. Quel dolore, al di là del pentimento e del perdono, non potrà mai sparire. —



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