Sicurezza
Uccise il padre con il coltello, chiede lo sconto di pena
Il giudice rinvia l’udienza sul rito abbrevitao in attesa di una decisione della Corte Costituzionale
Nessuna decisione. Almeno sino a mercoledì 8 luglio. Perché i legali di Ilenia Franceschi, 45 anni, accusata di omicidio volontario aggravato dal legame di parentela per aver ucciso con un’unica coltellata il padre Roberto, 70 anni, ex idraulico della Cantoni, hanno chiesto nell’udienza preliminare di fronte al gup Simone Silvestri di voler essere ammessi al rito abbreviato (che comporta la riduzione di un terzo della pena). E poiché con l’entrata in vigore della legge del 12 aprile 2019 è prevista l’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo (come appunto l’omicidio volontario)è stata sollevata dai legali dell’imputata - avvocati Leandro e Roberto Bonacchi - e recepita dal giudice la questione di legittimità costituzionale. Questione che è già al vaglio dell’Alta Corte con ordinanza del 6 novembre 2019 del gup del tribunale di La Spezia relativa al procedimento per uxoricidio avvenuto dopo un litigio tra i coniugi a causa del mal funzionamento di una caldaia con il marito che colpì con una coltellata all’addome la moglie deceduta qualche mese dopo in ospedale. In quel caso il difensore dell’imputato - a seguito di emissione di decreto di giudizio immediato - chiedeva l’ammissione al rito abbreviato sollevando contestualmente la questione di legittimità costituzionale delle norme applicabili al caso concreto. Secondo il ricorrente la nuova norma introdotta con la legge 33 del 2019 è in contrasto con alcuni principi sanciti dalla Costituzione. In primo luogo vi sono dubbi di compatibilità con i principi di uguaglianza e ragionevolezza previsti dall’articolo 3 della Costituzione. Proprio per quanto riguarda il reato di omicidio volontario aggravato vengono comprese una serie di ipotesi che si differenziano profondamente per modalità dell’azione e configurazione dell’elemento psicologico. C’è poi da rilevare l’incongruenza tra la nuova norma entrata in vigore il 12 aprile 2019 e gli articoli 117 della Costituzione e 7 della Convenzione Europea della salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Per questo motivi, il processo di La Spezia così come quello di Lucca e di altre vicende analoghe in tutta Italia, è sospeso il giudizio in attesa dell’esito del giudizio incidentale sulla legittimità costituzionale della nuova norma.
PROSSIMA UDIENZA
Per comodità e comunque per esser certo che a quella data l’Alta Corte si sarà pronunciata nel merito, il giudice dell’udienza preliminare Simone Silvestri ha rinviato il procedimento a mercoledì 8 luglio.
I FATTI
Il delitto avvenne nel pomeriggio del 13 luglio. Roberto Franceschi, 70 enne ex idraulico della Cantoni, si è accasciato a terra nella sua casa di via del Chiasso a Lammari, colpito al petto da una coltellata. Secondo l’indagata, la figlia Ilenia, il padre si sarebbe auto-infilzato al termine di una discussione con la donna, che stava affettando la verdura in cucina. Nel gesto di ripararsi dall’aggressione del babbo, che si era scagliato contro di lei, la 44enne lo avrebbe involontariamente colpito con l’arma che teneva in mano. Ma la versione della donna, che aveva frequenti litigi con il genitore, non ha convinto gli inquirenti. E, stando al medico legale, il fendente è stato inferto da una forza attiva. —
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