Il dolore
Con “Avanguardie educative” la lezione diventa interattiva
L’idea, già portata avanti dall’Isi Pertini, è quella di puntare a pratiche innovative La dirigente Venturi: «L’obiettivo? Ripensare l’organizzazione della didattica»
lucca. Una scuola più moderna dove la classica lezione frontale cede il passo a metodi più attuali. Perché nell’epoca 2.0 anche l’insegnamento (e di conseguenza l’apprendimento) hanno subito, inevitabilmente, una svolta. Si è parlato anche (e soprattutto) di questo, ieri, nella giornata di presentazione della Scuola polo toscana per la formazione di “Avanguardie educative”, nel complesso di San Micheletto, a Lucca, a cui hanno partecipato anche diverse autorità: c’erano il sindaco Alessandro Tambellini, il presidente della Provincia, Luca Menesini e l’assessora regionale Cristina Grieco. Per far conoscere, ai docenti interessati, il manifesto delle “Avanguardie educative” e, allo stesso tempo, la galleria d’idee.
All’Isi “Sandro Pertini” di Lucca, ad esempio, questo nuovo modo di formare gli adulti di domani è in voga da diverso tempo, ormai. Ed è proprio la dirigente scolastica Daniela Venturi a spiegare come la missione di “Avanguardie educative”, anche all’interno dell’istituto Pertini di Lucca, sia quella di «individuare, supportare, diffondere, portare a sistema pratiche e modelli educativi volti a ripensare l’organizzazione della didattica, del tempo e dello spazio in una società della conoscenza in continuo divenire, mettendo al centro gli studenti».
L’idea, insomma, è quella di riuscire a intercettare pratiche innovative, condividendo nuove metodologie didattiche e organizzative e facendo in modo che l’innovazione diventi “virale”.
Ma quali sono le modalità per applicare, in una scuola qualsiasi, le “Avanguardie educative”?
«Innanzitutto – spiega la professoressa Venturi – si ha la possibilità di adottare un’idea oppure proporre un’esperienza d’innovazione. Da una parte, quindi, diventa fondamentale, in quest’ottica, creare un gruppo di docenti che lavorino all’innovazione didattica, confrontandosi con altre scuole virtuose e scambiando, con i colleghi, le buone pratiche e i materiali; dall’altra, invece, i docenti devono sviluppare al meglio loro professionalità».
Da qui un mucchio di idee per “vivacizzare” le lezioni: dalle tecnologie per l’apprendimento attivo all’approfondimento differenziato, passando dall’integrazione di contenuti didattici digitali e arrivando, infine, al “debate” (argomentare e dibattere), investendo così sugli studenti. «La lezione frontale – conclude la dirigente scolastica dell’Isi “Sandro Pertini”, Daniela Venturi – non deve essere soltanto un momento trasmissivo. E per essere considerata efficace deve essere interattiva e incuriosire, oltre che ovviamente interessare, gli studenti». –
Martina Trivigno
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