Il Tirreno

Lucca

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Emozioni espresse senza parlare Manuel Tocchini incontra gli alunni

Emanuela Ambrogi

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BAGNI DI LUCCA. Ha colpito e commosso gli alunni della scuola di Fornoli la presentazione fatta da Manuel Tocchini Morotti, con la lingua dei segni (Lis), nel Giorno della Memoria. Sordo da quando ne ha 3 anni Manuel, 38 anni, collaboratore scolastico precario e supplente, e docente di cucina, ha proposto ai bambini una particolare ricostruzione delle vicende di Auschwitz impegnandosi nella traduzione del testo della di Guccini nella lingua dei segni e nella commemorazione davanti al monumento della piccola Liliana Urbach, vittima dell’Olocausto.

“È un ragazzo straordinario, pieno di talento artistico e di coraggio – dicono le maestre di Fornoli – vorremmo che tutti lo conoscessero per la forza e la bellezza di sentimenti e sensazioni che trasmette». Tocchini, vive a Lucca con la sua compagna ed è padre di un bambino di 13 mesi. A segnarlo sono stati soprattutto i periodi trascorsi in Senegal e Marocco. Del primo Paese ricorda i capannoni adibiti a scuola, dove i bambini seguivano ammassati le lezioni di un insegnante che non esitava a frustarli davanti a ogni minima occasione. Manuel aveva allora 11 anni e porta ancora i segni di quella esperienza, alla quale aggiunge episodi di altre violenze subite. Più tardi, in Marocco e altri Paesi, per brevi periodi, dovette imparare il francese.

«Chiuso nella mia sordità – racconta – è stato difficile apprendere il francese. Ci sono stati momenti della mia vita in cui mi sembrava di vivere un incubo eterno. Mi era molto difficile condividere con i coetanei di etnie e culture diverse, e non molto è cambiato una volta rientrato in Italia».

Dopo il diploma di maturità alberghiera ha lavorato nel campo della ristorazione, ma anche fatto per un po’ l’impiegato in un’azienda. «Non mi sono mai considerato un vero e proprio chef – spiega – semplicemente amo mostrare con una semplice cucina gli ingredienti, i loro colori, i profumi esprimendoli con la Lis».

Nel 2004 chiese e ottenne un lungo periodo di ferie dall’azienda in cui lavorava per ritornare in Africa con un gruppo di volontari, in Tanzania. «Un’esperienza per me molto bella – dice – ho potuto toccare con mano alcune realtà che mi hanno fatto crescere». Oltre alla cucina, le sue passioni sono il cinema e il teatro e, più in generale, le forme di arte espressiva che può sperimentare attraverso la lingua dei segni. Come ha fatto alla scuola di Fornoli, colpendo nel profondo alunni e maestre. «Sono grato alle insegnanti – conclude Tocchini – per l’opportunità e l’esperienza che mi hanno dato. Spero che questo lavoro svolto possa proseguire nelle scuole per far conoscere l’arte espressiva». —

Emanuela Ambrogi

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