Il Tirreno

Lucca

dopo l’incidente al busdraghi 

Del piazzale pericoloso si parlava da mesi ma senza una soluzione: riunione martedì

Federica Scintu
Del piazzale pericoloso si parlava da mesi ma senza una soluzione: riunione martedì

Ctt Nord e Comune avevano chiesto una modifica all’orario di uscita in attesa di trovare un’altra fermata idonea per i bus

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LUCCA. Tutti erano d’accordo sul fatto che il piazzale davanti all’istituto Agrario Busdraghi di Mutigliano - dove giovedì uno studente di 14 anni è stato travolto da un bus in movimento - non fosse idoneo al transito dei mezzi del trasporto pubblico. Comune, Provincia, Ctt Nord e dirigenza scolastica discutevano da quasi un anno sulle soluzioni da adottare per garantire la sicurezza che mancava. Ma in tutti questi mesi l’accordo tra le parti non è stato raggiunto. La richiesta di Ctt Nord e Comune era quella di posticipare l’uscita dei ragazzi in modo che i mezzi arrivassero prima che si formasse la ressa. Richiesta che però, secondo la dirigenza scolastica, non era così semplice soddisfare.

Una situazione complessa quella dell’area scolastica che si sviluppa lungo via Giovanni Gallesi; in circa trecento metri infatti, lungo una strada piuttosto stretta ci sono tre istituti: una scuola dell’infanzia e una scuola media che fanno parte dell’istituto comprensivo 4 e poi l’Agrario Busdraghi. Tre giorni prima dell’incidente nel quale è rimasto coinvolto il 14enne di Capannori, che nell’investimento ha riportato la frattura del bacino, il sindaco Alessandro Tambellini insieme a funzionari e dirigenti comunali, erano stati proprio a Mutigliano per un sopralluogo nel parcheggio sterrato tra scuola dell’infanzia e la scuola media Massei: l’idea infatti, è quella di adeguare quest’area per poterla utilizzare come fermata degli autobus di linea. Un altro sopralluogo del Comune c’era stato anche la mattina stessa dell’incidente. Una soluzione questa, di lungo periodo, che ancora però, stando a quanto ha fatto sapere l’assessore al trasporto pubblico Gabriele Bove «non è stata approvata da tutte le parti in causa»: se ci fosse l’ok i lavori potrebbero essere conclusi entro l’inizio dell’anno scolastico prossimo. Questa proposta il Comune l’aveva già condivisa ad aprile dello scorso anno ma visto che i lavori avrebbero richiesto del tempo nel frattempo il dirigente comunale suggeriva alla scuola e a Ctt Nord di procedere a una riorganizzazione degli orari d’uscita degli studenti e dell’arrivo dei bus.

A novembre 2019 poi, il Comune ribadisce di nuovo che la fermata del bus in quel piazzale davanti alla scuola è pericolosa nell’orario d’uscita dei ragazzi come del resto era già stato rimarcato da Ctt Nord: l’azienda infatti, aveva anche sottolineato il comportamento indisciplinato degli studenti oltre al problema delle auto parcheggiate. L’esortazione del Comune è sempre la stessa: quella di posticipare l’uscita da scuola in modo che i bus siano già fermi nel piazzale.

Alla richiesta di Ctt Nord di inviare una pattuglia della polizia municipale nell’orario di uscita da scuola il Comune fa invece presente che il personale non è sufficiente per effettuare questo servizio e chiede che la Provincia intervenga per far sì che al Busdraghi venga posticipato l’orario d’uscita: è il 24 dicembre del 2019.

Poi l’11 febbraio, due giorni prima dell’incidente, Ctt Nord chiede al Comune, in attesa che venga trovata una soluzione, di prevedere l’uscita dei ragazzi posticipata di dieci minuti per un periodo di prova ma l’amministrazione comunale fa presente che la competenza del Busdraghi ricade sulla Provincia e non sul Comune.

Intanto ieri il sindaco ha parlato con la famiglia dello studente. Anche l’assessore al trasporto pubblico Gabriele Bove esprime vicinanza. «Speriamo che torni presto - ha detto - noi già da tempo avevamo chiesto la differenziazione degli orari tra l’uscita dei ragazzi e l’arrivo degli autobus. Stavamo lavorando su un fronte a breve termine che era quello dell’orario posticipato e su uno a lungo termine che è lo spostamento della fermata nell’area del parcheggio. Martedì comunque ci sarà una riunione fra tutte le parti coinvolte».

Dal canto suo il dirigente scolastico Massimo Fontanelli, spiega che «la contrattazione era in corso» visto che tutti erano d’accordo sulla pericolosità di quel piazzale. «Sto ricostruendo quello che è successo - aggiunge - per noi far uscire i ragazzi più tardi non è una soluzione perché i bus arrivano spesso in ritardo. Come del testo lo spostamento della fermata al cimitero non sarebbe stata una soluzione per lo stesso motivo. Per giunta il vicepreside e alcuni docenti, escono con gli studenti e controllano, per quanto non sia semplice, il comportamento dei ragazzi. La preoccupazione c’era già prima dell’incidente e a questo punto bisogna intervenire. Io posso anche tenere i ragazzi dentro la scuola ma non posso obbligare i docenti a stare lì con loro fino a che non arriva l’autobus».

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