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Lucca

Manifattura: i paletti da mettere al privato

Luca Cinotti
Manifattura: i paletti da mettere al privato

Sul project financing sarà decisivo il ruolo di vigilanza del Comune

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Due paroline inglesi che ormai da diversi anni abbiamo imparato a conoscere: project financing. Tradotto, finanza di progetto. Che detto così significa poco o niente, ma che ha in realtà un senso ben preciso - e concreto: un privato mette la maggioranza dei soldi per realizzare un’opera di pubblica utilità e, in cambio, ottiene una concessione legata alla gestione di quell’opera e un contributo pubblico, in denaro o in immobili. Quello, insomma, che è stato prospettato per una bella fetta di ex Manifattura dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dal fondo milanese Coima. Ma anche quello che ha portato - ad esempio - alla realizzazione dell’ospedale San Luca.

Uno strumento molto spesso criticato, perché ritenuto dagli oppositori sbilanciato a favore dei privati. Ed è qui che, guardando a quello che avverrà per la Manifattura, sarà decisivo il ruolo di vigilanza del Comune. Anche grazie alle modifiche delle normative che regolano gli appalti gli eccessi degli anni pioneristici dei project financing sono stati temperati. Ma perché il sistema funzioni serve che le convenzioni che gli enti stipulano con i privati fissino paletti ben precisi. Ad esempio - tornando alla Manifattura - sulla gestione dei 425 posti auto che andranno in dote al concessionario: tariffe, esenzioni, condizioni dovranno essere ben controllate dal Comune. Così come le condizioni di gestione del baluardo San Paolino che - inedito assoluto - è destinato ad andare in concessione a Coima. Meglio prevenire che curare, insomma.
 

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