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Lucca

Case popolari, 547 domande presentate E il 2020 sarà a Lucca l’anno dell’anziano

Barbara antoni
Case popolari, 547 domande presentate E il 2020 sarà a Lucca l’anno dell’anziano

L’assessora Valeria Giglioli illustra i progetti per il sociale. Un occhio di riguardo sarà rivolto alla popolazione giovanile Con la Pugilistica Lucchese il Comune sta mettendo a punto un progetto intorno alla boxe, fra sport e regole di vita

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l’intervista

Barbara antoni

Sedici milioni. A tanto ammonta lo stanziamento annuale per il sociale, seconda voce di bilancio per l’aministrazione comunale di Lucca. Dal 16 ottobre 2019 il sociale è affidato all’assessora Valeria Giglioli (nella foto di Fiorenzo Sernacchioli), subentrata a Lucia Del Chiaro (entrambe provenienti dalle fila di Sinistra con), titolare dell’assessorato dall’insediamento del Tambellini bis e poi dimissionaria. Tre deleghe, ma corpose - politiche sociali, casa, vecchie e nuove povertà - dentro alle quali c’è la vita di una grossa fetta di cittadini lucchesi. Per la casa, tanto per cominciare. Il bando per gli alloggi popolari si è da poco concluso.

Con quali risultati, assessora Giglioli?

«Il bando che riunisce sette comuni della Piana si è chiuso con 547 domande. La graduatoria dovrebbe uscire in primavera e sarà costituita più o meno da quanti hanno fatto domanda: il più o meno dipenderà dalla titolarità dei requisiti previsti dal bando per chi vi ha partecipato. Nella graduatoria non ci saranno solo casi di emergenza abitativa, cioè persone che non hanno una casa. Negli ultimi 4-5 anni vengono assegnati mediamente da 30 a 40 alloggi ogni anno. Considerando che la graduatoria resta aperta quattro anni, sono tra 120 e 160 le richieste a cui viene data risposta. Tutto questo avviene non solo e non tanto per la costruzione di nuovi alloggi, ma attraverso un lavoro fatto dall’ufficio casa sul patrimonio edilizio esistente, per esempio sugli alloggi di risulta, che sono un nostro punto fermo».

Il progetto di trasformare l’ex oleificio Borella in alloggi popolari o affini è ancora in ballo?

«È uno dei nostri obiettivi. Stiamo lavorando a individuare i necessari finanziamenti. Un’altra voce importante a sostegno dell’abitare è quella dei contributi del fondo affitti: quest’anno sono 300.000 euro di fondi comunali e statali».

Lei si occupa di settori molto delicati. Ma il suo pallino, qual è?

«Ho un rapporto particolare con gli anziani, che sono memoria e radici, un tesoro da preservare. Vorrei che il 2020 fosse per Lucca l’anno degli anziani. Stiamo lavorando con l’obiettivo di costruire gli stati generali degli anziani, insieme a realtà locali del volontariato e tel terzo settore. Il nostro intento è portare innovazione per migliorare la qualità della vita degli utenti. Significa anche intervenire sui servizi che favoriscono la conciliazione casa lavoro per le donne che svolgono il lavoro di cura degli anziani».

Interverrete sui caregiver, quindi.

«Ci porremo a loro supporto, con un’opera di informazione e formazione, vogliamo evitare il burn-out di queste persone».

Sociale ovvero? Qual è la sua visione di città dal punto di vista del sociale?

«Quella di una comunità in cui c’è posto per tutti: è un’idea che mi dà gioia, e me ne dà ancora di più pensare che a Lucca, ad esempio, abbiamo un piano freddo, creato con la regia di Lucia Del Chiaro, estremamente avanzato. Lucca è riuscita a disporre di due dormitori, uno per donne e uno per uomini, dove chi non ha una casa può trovare una cena, una colazione, può lavarsi e stare al caldo. Un vero e proprio piano salvavita, nato dalla collaborazione dell’assessorato con il tavolo della marginalità».

La marginalità può avere varie declinazioni, anche relativamente al mondo dei giovani. Cosa state facendo di concreto per loro?

«Abbiamo un progetto in via di perfezionamento con la Pugilistica Lucchese legato al disagio giovanile e come prevenzione alla violenza. In pratica, consiste nel coinvolgere i ragazzi che vivono in situazione di marginalità nell’insegnamento della boxe: sarà un modo per loro non solo di prendere dimestichezza con lo sport ma anche con le regole, ladisciplina e di essere seguiti. Impareranno l’esercizio fisico e il controllo. La Pugilistica aprirà la possibilità ai giovani di misurarsi nelle sue palestre, aumenterà i corsi e insieme li divulgheremo nelle scuole».

E sulla disabilità, ci sono interventi in cantiere?

«Il nuovo regolamento sull’occupazione degli stalli per i disabili è un passaggio di cui siamo molto contenti. E ci fa molto piacere che sia passato all’unanimità in commissione sociale. Adesso è al vaglio di una commissione, ma presto verrà pubblicizzato. E soprattutto entro la fine di febbraio saranno disponibili i modelli per fare domanda di un tesserino per le persone disabili. La novità è che lo stallo non spetterà solo al disabile che guida, ma tutti i disabili ora hanno diritto ad averne uno».

Parliamo un po’ di lei. Questo incarico che sta ricoprendo è arrivato abbastanza improvviso. Con quale spirito ci si è tuffata, con quale “missione”?

«Sono molto felice di quello che sto facendo e della fiducia che mi viene mostrata. Per me fare l’assessore al sociale a Lucca, la mia città, è un impegno viscerale. Ritengo che una comunità che investe nelle politiche sociali mostri il suo volto. L’assessorato è anche per me un lungo lavoro di scoperta a cui mi avvicino con rispetto e voglia di conoscere. Credo moltissimo nell’investimento sulla comunità, in sicurezza sociale, con la possibilità di costruire, tutti insieme, associazioni e Comune, un presente più sicuro».

Ma come può crescere oggi, a suo avviso, una comunità?

«Non solo la demografia cambia, ma anche i bisogni. Oggi c’è un’evoluzione molto più rapida dei bisogni e dobbiamo saper rispondere se vogliamo dare la possibilità di guardare al futuro. Sì: mettere le persone in condizione di progettare il proprio futuro è l’unico modo per far crescere davvero una comunità». —



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