Gioco
Svolti lavori per 4,5 milioni sul totale di 13 Tarda il riavvio del cantiere nell’ex opificio
Consistenza delle opere eseguita: la perizia è ok, via al collaudo. Per nuove gare si dovrà rifare la progettazione
lucca. Completato circa il trenta per cento dei lavori principali e circa l’ottanta dell’intervento complessivo di miglioramento sismico. In tutto circa quattro milioni e mezzo di opere eseguite sul maxi appalto (per due volte “fallito”) da tredici milioni. Sono questi i primi risultati della perizia commissionata dall’amministrazione comunale di Lucca sullo stato di consistenza dei lavori svolti finora nella parte pubblica dell’ex Manifattura, il convento di San Domenico che si affaccia su piazzale Verdi e via Vittorio Emanuele.
Il lavoro Piuss (rimodulato) per eccellenza, il maggiore sia dal punto di vista dell’impegno economico che del peso specifico per la città nel suo complesso, dal momento che dovrebbe rappresentare, in un futuro che i lucchesi si augurano il più breve possibile, il suo cuore culturale (ospitando il museo del Fumetto, una biblioteca, la sede di Campus). Ma anche il più “maledetto”, che ha messo insieme, in pochi anni, due “fallimenti”: la rescissione del contratto di appalto prima con Unieco, la cooperativa di Reggio Emilia prima assegnataria dei lavori, vincitrice del bando del 2011, poi con Aspera, la società genovese seconda in graduatoria che le era subentrata.
Ufficialmente - e dopo non poche difficoltà - la risoluzione del contratto con Aspera è stata siglata dal Comune ad agosto 2019. Più di recente - a gennaio 2020 - è arrivata l’ordinanza del Comune per mettere in sicurezza i ponteggi lasciati in abbandono.
In parallelo l’amministrazione ha portato avanti la procedura necessaria per ripartire con il recupero dell’ex Manifattura. Ha avviato, la perizia sullo stato di consistenza dei lavori svolti e da svolgere nel cantiere: ad oggi la perizia risulta terminata; sono in corso le attività di collaudo previste per questa fase.
Ma la ripartenza dei lavori è ancora all’orizzonte. In base alla normativa vigente in tema di gare di appalto, la prima cosa da fare una volta terminato il collaudo, sarà verificare se dalla vecchia gara emergesse qualche operatore interessato a proseguire i lavori alle stesse condizioni offerte dalla ditta vincitrice dell’epoca (Unieco e poi Aspera). Se questa condizione non si verificherà, come è probabile, l’amministrazione potrà valutare la possibilità di suddividere i lavori che mancano all’ultimazione del recupero in lotti funzionali.
L’idea continua a essere - come fu ipotizzato già subito dopo il venire meno anche di Aspera - di non procedere con un nuovo bando unico per tutti i lavori rimasti da fare. Piuttosto con uno “spacchettamento” dell’appalto completo in più appalti minori, in modo anche da attrarre più società interessate e da ridurre i rischi di inadempienze delle società che risulteranno assegnatarie. In caso di nuove gare però occorrerà prevedere una nuova progettazione . —
Barbara Antoni
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