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Garanzie dal Comune o il progetto rischia

Barbara Antoni
Garanzie dal Comune o il progetto rischia

Bertocchini fa appello all’amministrazione per accelerare i tempi dei permessi e sottolinea lo sforzo di San Micheletto: «Redditività minima per questa opera» 

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lucca. Sottolinea, in più di un passaggio durante la presentazione alla stampa della prima parte del progetto per il recupero della parte privata dell’ex Manifattura, «lo sforzo compiuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio per trovare una soluzione. Stiamo facendo un intervento di patrimonio che porti redditività alla Fondazione, non a fondo perduto. Ma sarà una redditività inferiore a quella di mercato: questo possiamo farlo».

Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Marcello Bertocchini, reduce da due presentazioni del progetto di Coima (alle categorie economiche della città e ai rappresentanti dell’amministrazione comunale) parla con tono risoluto introducendo il progetto commissionato per conto del fondo creato ad hoc da San Micheletto (ne possiede il totale delle quote) con l’intento di rivitalizzare e ridare dignità a una porzione di città abbandonata da decenni.

La Fondazione fa uno sforzo: sessanta milioni l’impegno previsto per l’intera operazione, con una redditività di ritorno che potrà oscillare fra il 3 e il 4 per cento (nei piani, circa un milione l’anno), mentre quella reale, di mercato, per un investimento del genere parte da un minimo di 8 per superare abbondantemente il 10 per cento. Un impegno importante. Bertocchini chiede per questo certezze, garanzie all’amministrazione comunale, relative al progetto e ai necessari permessi. «Chiediamo in particolare due condizioni: pareri favorevoli preliminari ai progetti e attivazioni di natura amministrativa», continua a rimarcare.

C’è un’altra richiesta avanzata a palazzo Orsetti e riguarda la confinante parte pubblica della Manifattura, dove i lavori sono bloccati. «Se non saranno ancora terminati - spiega il presidente di San Micheletto - chiederemo che almeno l’esterno degli edifici sia presentabile»-.

I proponenti del progetto hanno già immaginato una tempistica dei lavori di riconversione della parte privata di Manifattura: un anno - a partire dal deposito del progetto all’ufficio protocollo del Comune (dovrebbe avvenire domani) per sbrigare tutte le procedure burocratiche e arrivare all’assegnazione dei lavori.

C’è già una tabella di marcia prefigurata anche per gli interventi: la prima parte a essere realizzata sarà quella dei parcheggi, in modo da poter assicurare fin da subito un ritorno di liquidità (dal momento che spetterà al soggetto realizzatore la gestione dei parcheggi). E subito a seguire la bussola dei lavori si orienterà sul recupero della parte destinata ad ospitare locali produttivi.

Poi l’intervento continuerà sulle parti restanti del progetto, come la passerella su via del Pallone e gli spazi destinati a civili abitazioni (che potrebbero anche essere vendute). E, vista la vastità dell’intervento, che porterà nella zona molti servizi, non si esclude che nell’area interessata potrà sorgere anche un ristorante, o bar. Quanto potranno durare complessivamente i lavori? Si pensa a un tempo di tre-quattro anni, «o qualcosa di più, se ci fossero difficoltà», chiosa Bertocchini. —

Barbara Antoni

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