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PORCARI 

Truffato mentre tenta di vendere condizionatore

L.T.
Truffato mentre tenta di vendere condizionatore

Contattato in rete si fa guidare dal falso acquirente sino a uno sportello automatico e alla fine gli versa 503 euro

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PORCARI. Occhio agli acquisti o alle vendite in rete perché in quel mondo virtuale si celano truffatori di ogni tipo. Attenzione soprattutto per chi non è nativo digitale e che, vuoi per l’età e vuoi per la scarsa conoscenza dello strumento tecnologico, alla fine prende delle gigantesche fregature perdendo soldi e tempo per recuperare, spesso invano, l’importo sottratto dal truffatore. È quanto accaduto il 13 luglio dello scorso ad un sessantottenne pensionato originario della Garfagnana e residente a Porcari. Stando all’esposto-denuncia presentato ai carabinieri di Capannori, alla fine di giugno 2019 il pensionato mette in vendita sui siti «subito.it» e «kjkj» un condizionatore portatile tipo Pinguino marca De Longhi al costo di 160 euro inserendo come utenza telefonica il suo cellulare. Il 13 luglio viene contattato telefonicamente da un individuo che si presenta come «Luigi», probabilmente italiano e dall’accento del Nord, che si dice interessato all’acquisto del condizionatore portatile. In realtà è una persona di 47 anni che risiede a Verona e che ha numerosi precedenti penali specifici .

IL RAGGIRO

Lo pseudo acquirente chiedeva al venditore se fosse stato in possesso di una carta ricaricabile delle poste visto che voleva effettuare immediatamente un bonifico sulla carta di credito del pensionato. Il venditore non ha una carta ricaricabile, ma è in possesso di tessera bancomat. E a quel punto il falso compratore mette in atto il suo piano. Invita il venditore a recarsi al più vicino sportello postale automatico (Atm) di Porcari per concretizzare l’operazione. Giunto sul posto il pensionato viene contattato sulla sua utenza dall’acquirente interessato al condizionatore che gli passa al cellulare il figlio affinché gli possa dare istruzioni per la ricarica. Ma il bonifico non si concretizza. A quel punto l’acquirente invita il pensionato, completamente in balia dell’interlocutore, a fare nuove operazioni digitando alcuni codici tra cui quello della sua carta ricaricabile. A quel punto il pensionato nota di aver ricevuto due ricevute per operazioni eseguite constatando di non aver ricevuto un bonifico in entrata, ma di aver fatto operazioni di prelievo bancomat da 250 e 253 euro per un totale di 503 euro. A quel punto la vittima del raggiro richiama il truffatore che dapprima non risponde e poi richiama scusandosi per l’errore e sostenendo di restituire la somma sottratta. Morale? Da quel momento il pensionato non ha più notizie e all’utenza non risponde nessuno. Da lì la denuncia per truffa e la citazione a giudizio da parte del pm Lucia Rugani. —

L.T.

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