Sicurezza
Natura, architettura e cura della bellezza «Dobbiamo prendercene cura»
I pensieri degli studenti del Vallisneri dopo l’incontro di ieri con il professor Settis: «L’arte è un bene democratico»
lucca. Di seguito pubblichiamo i commenti e le impressioni dei ragazzi dopo l’incontro con il professor Salvatore Settis avvenuto ieri mattina nell’aula magna del liceo scientifico Vallisneri nell’ambito del progetto scolastico “Ambiente, diritto, dovere”.
Michela De Ranieri (5D) «Arte: non solo bellezza ma l’ingrediente fondamentale della civiltà umana».
Davide Albiani (5D) «Il percorso storico del rapporto tra città e natura mostra come l’uomo abbia da sempre cercato la via d’unione tra i due mondi. È importante ricordare la storia per continuare a portare avanti il messaggio di ogni civiltà».
Lorenzo Manetti (5SB) «L’arte è un bene democratico e come tale deve essere trattata: fa parte di una memoria collettiva che se dovesse esaurirsi equivarrebbe a far svanire un ricordo della nostra infanzia. Paesaggio e arte sono strettamente connessi: è impensabile concepirne uno senza considerare anche l’altro. È difficile conciliare attività economiche e paesaggio: la nostra strada dovrebbe essere quella dello sviluppo sostenibile».
Sabrina Kollobani (5SA) «Un incontro interessante e pieno di riflessioni importanti. Collegare aspetti e opere antiche con strutture e architetture moderne mostra come l’arte non possa definirsi antica o moderna ma debba essere considerata in continuità, un qualcosa che unisce e dimostra che i pensieri delle persone hanno sempre avuto un filo conduttore che, dal 200 d.C, come mostrato dal professor Settis nel manuale, riporta al mondo contemporaneo. È importante ricordare, studiare e conservare la straordinarietà delle opere d’arte e riconoscerne il valore artistico, culturale ma anche civile».
Lucia Sole Bertini (5E) «È un libro di testo molto interessante con un’impostazione innovativa e affascinante. Pieno di sfaccettature, poliedrico, approfondisce tanti temi aiutando a capire lo spessore delle opere d’arte rappresentate. Penso che sia necessario sottolineare quello che è l’ambiente che circonda le varie opere. Purtroppo non penso che sarebbe sfruttato in classi di ragazzi così giovani, all’inizio della loro scoperta dell’arte, che non ne saprebbero apprezzare la ricchezza. È un libro che apprezzerei soltanto ora, dopo il mio percorso fino alla maturità».
Francesca Taddeucci (5D) «Mentre Michelle Obama si preoccupava di riportare la Casa Bianca allo stile palladiano noi “a 900 metri” dalla Rotonda palladiana distruggevamo il paesaggio intorno costruendo case e centri commerciali. È inutile essere il primo Stato ad aver inserito nella Costituzione italiana un articolo sulla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico se non ci accorgiamo di averlo».
Francesca Mazzuola (5D) «Un’arte in continua evoluzione che rispecchia un paesaggio in continuo cambiamento. Porre l’attenzione su quest’ultimi e vivere in maniera responsabile è fondamentale per salvaguardare il nostro patrimonio».
Davide Scardigli (5SA) «Un incontro di facile comprensione che ciò nonostante risulta innovativo e pieno di spunti di riflessione. Da paragoni inaspettati riesce a catapultare nell’attualità questioni per noi molto lontane. Un particolare che mi ha colpito molto sono gli scorci mozzafiato dei monumenti, pur mostrandoci che non gli diamo il rispetto necessario. Ricordare il passato è giusto e necessario ma altrimenti inutile se prima non si elevano le coscienze».
Costanza Buoni (5SA) «Esperienza toccante. Tutti dovrebbero prendere consapevolezza di quanto il bello sia fragile e distruttibile. Ricordare e conservare dovrebbero essere azioni più frequenti, lasciando il profitto economico più lontano».
Alessandro Sopranzi (5SB) «L’arte è un bene bellissimo e bisognerebbe prendersene cura nella giusta maniera. Cosa che purtroppo non viene sempre fatta. L’Italia non tratta come dovrebbe il proprio patrimonio artistico. In sostanza arte vuol dire bellezza: qualsiasi antico utensile o manufatto è un oggetto artistico come il quadro di un pittore; infatti i manufatti antichi sono tutti esposti nei musei. L’arte parla anche di argomenti di cronaca. L’arte più antica può essere molto vicina a quella odierna. A volte l’economia non tiene in considerazione l’arte come possiamo vedere a Venezia: ci sono le navi da crociera ormeggiate nel porto che inquinano e rovinano il paesaggio ma nessuno fa nulla per impedirglielo. I cittadini hanno rovinato il paesaggio artistico cittadino edificando centri commerciali e condomini. Le pittrici non riuscivano a vendere e a far successo con le proprie opere, per le differenze sociali che c’erano. Per questo motivo dovevano fingere che quel quadro l’avesse dipinto un uomo». —
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