Il Tirreno

Lucca

“Arte, una storia naturale e civile” Il professor Settis ospite al Vallisneri

Federica Scintu
“Arte, una storia naturale e civile” Il professor Settis ospite al Vallisneri

Ha presentato il suo nuovo manuale e spiegato agli studenti quanto sia importante la salvaguardia del bene comune

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Ieri l’aula magna del liceo scientifico Vallisneri era stracolma di studenti. In cattedra un professore d’eccezione, Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte nonché direttore della Scuola Normale di Pisa fino al 2010. Dietro di lui scorrono le slide del libro di testo “Arte, una storia naturale e civile” che ha firmato insieme a Tomaso Montanari, anche lui storico dell’arte, professore ordinario di Storia dell'Arte moderna all'Università per Stranieri di Siena e membro del Consiglio scientifico degli Uffizi. Un manuale in cinque volumi nel quale viene proposto un approccio allo studio dell’arte che va oltre la pura descrizione delle opere, oltre la semplice vetrina. Secondo i due autori infatti, la storia dell’arte è una lingua viva che va imparata da giovani ed è proprio a scuola che si può imparare a guardarsi intorno e a considerare il rapporto con l’arte un fatto quotidiano. Nell’incontro, dal titolo “Arte, una storia naturale e civile”, riservato alle classi quinte del liceo, il professor Settis, ha sottolineato la dimensione naturale e civile dell’arte che però viene ancora troppo spesso trascurata. L’arte come un tratto dell’essere umano che risponde a un bisogno naturale, sia per l’individuo che per la collettività. Gli studenti ascoltano interessati le parole di un ospite d’onore, che non capita certo tutti i giorni di avere la possibilità di incontrare. Per far sì che tutti i ragazzi potessero partecipare, sono stati organizzati due incontri di circa un’ora ciascuno. Durante l’esposizione di Settis, non sono mancati i riferimenti alle grandi opere italiane incompiute ma anche al ruolo, sempre più cruciale, delle associazioni che difendono il bene comune. Poi un passaggio dedicato all’urbanistica e all’architettura, che Settis ha definito «negli ultimi dieci anni, pessima».

E questo accade proprio in Italia, il primo tra i paesi moderni a includere tra i suoi principi fondamentali la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico (art. 9 della Costituzione). Poi una studentessa si alza e chiede: «Ma noi, come cittadini, cosa possiamo fare per prenderci cura del patrimonio artistico e ambientale?». «Il singolo cittadino può fare molto - ha risposto Settis - nessuno dei partiti attualmente esistenti ha messo questi temi fra i più importanti del proprio programma politico. Come si fa a dare una scossa? Le associazioni ambientaliste e per i beni comuni si stanno moltiplicando e questo è un elemento di ottimismo. Il problema è che, in questo mondo interconnesso, le associazioni continuano a non comunicare fra loro, fra sud e nord ad esempio». Tanta la soddisfazione della dirigente del Vallisneri, Maria Rosaria Mencacci, per un incontro che lei stessa definisce «quasi un unicum» e per il quale ringrazia tutti coloro che hanno lavorato per far sì che si potesse realizzare come il dipartimento di Disegno e storia dell’arte della scuola. Ma il suo pensiero va ai prossimi due appuntamenti del progetto “Ambiente, diritto e dovere”. Il 4 marzo, nell’aula magna del Vallisneri ci sarà un incontro aperto a tutta la cittadinanza. Titolo: “Cambiamenti climatici: una bufala?”. —

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