Gioco
Addio a Lido Marcucci, meticoloso magazziniere che non abbandonava mai lo spogliatoio
Lutto nel mondo dello sport lucchese, avrebbe compiuto 82 anni a marzo
LUCCA. Lo spogliatoio era la sua vita. Dal 1999 sino a due anni fa, quando si è congedato dalla Lucchese, non abbandonava mai quel luogo - dove le sconfitte si trasformano in vittorie e viceversa - come un capitano non abbandona la sua nave. Perché Lido Marcucci - che avrebbe compiuto 82 anni a marzo e i colori rossoneri li aveva nel sangue - non ha mai visto una partita in tribuna al Porta Elisa o lontano dalla sua città. Soffriva nel ventre dello stadio facendo spola tra magazzino e spogliatoio. Affacciandosi dalla porticina accanto al parterre ogni volta che sentiva l’urlo dei tifosi. Per capire gli bastava guardare dritto verso la Ovest. Perché Lido era fedele al suo ruolo di comprimario e non derogava mai dal suo compito. Puntuale, preciso, efficiente, meticoloso, durante tutta la settimana e la domenica. A calciatori e allenatori, che considerava un po’ come suoi figli, nell’intervallo non faceva mancare nulla. Tè caldo, caffé, acqua e indumenti puliti erano già pronti. Anche gli arbitri gli volevano bene. Daniele Orsato di Schio, direttore di gara a livello internazionale, ogni volta che dirigeva la Lucchese chiedeva sempre di lui. Una persona utile e umile.
I PRIMORDI
Autista alla Cantoni a 50 anni era andato in pensione e aveva seguito la passione della sua vita: la Lucchese. Dava una mano al botteghino e successivamente il factotum Lamberto Cotrozzi, sicuramente l’amico più caro nel calcio, lo aveva proposto all’allora presidente Maestrelli per fare da autista dei pullman del vivaio e custode al campo dell’Atletico Lucca dove si allenavano i ragazzi della scuola calcio. Poi, dopo il pensionamento del magazziniere ufficiale Piero Giraffi che aveva sostituito il leggendario Giuseppe Michi, Cotrozzi propose all’allora segretario Antonio Magli di promuovere Lido. Quel provvisorio «proviamo» diventa in un amen il suo ruolo ufficiale al servizio della prima squadra. Estate e inverno, ritiro dopo ritiro, Marcucci era lì al suo posto di combattimento. Inutile cercare di strappargli quale fosse l’allenatore o il giocatore preferito. La sua lapidaria risposta era sempre «sono tutti uguali, tutti bravi e tutti per la Lucchese».Un uomo dai saldi principi morali: con lui dal magazzino non è mai mancato uno spillo.
FUNERALI E CORDOGLIO
Il decesso è avvenuto domenica alle 21.15 all’ospedale di Barga. E i funerali si terranno domani alle 15 alla cappellina dell’obitorio dell’ex Campo di Marte. Per l’addio ha voluto indossare il completo - giacca, camicia e pantaloni - che la Lucchese acquistò dal negozio Montezemolo in occasione della visita dal Papa. E tra le mani stringe l’immancabile sciarpa rossonera. Lido lascia la moglie Gina, le figlie Annalisa e Roberta, i nipoti Matteo, Manuel, Martina e Noemi Cloe oltre ai fratelli Giancarlo e Giulietta. Lo ricordiamo sorridente con la targa consegnata l’8 ottobre 2017 prima di un derby con il Pisa. La Lucchese, oltre al cordoglio sulla pagina Fb, ha chiesto di giocare con il lutto al braccio sia a Savona che in casa con il Ligorna. Addio Lido, ci mancherai. —
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