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Centrale idroelettrica, c’è il via libera: parte anche il recupero del parco fluviale

Centrale idroelettrica, c’è il via libera: parte anche il recupero del parco fluviale

Il Comune ha firmato l’accordo con la ditta bresciana che realizzerà impianto e riqualificazione. Saranno installati arredi

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LUCCA. È tutto pronto per la realizzazione di una minicentrale idroelettrica nel parco fluviale del Serchio, in località “Palazzaccio”, sulla riva sinistra nella zona fra Sant’Anna e Nave. Il Comune ha approvato l’accordo con la società Bonotto, con sede a Salgareda (in provincia di Treviso) che subentrerà nella gestione della “traversa”, cioè del canale di derivazione del Serchio la cui acqua sarà utilizzata per far girare le turbine della centrale. . Un atto che va di fatto a concludere un iter lunghissimo, iniziato nel 2011 dalla società “Iniziative energetiche sostenibili” di Brescia, che per prima aveva presentato il progetto e che l’aveva portato avanti fino allo scorso autunno quando al suo posto era subentrata appunto la Bonotto.

Si tratta di un impianto di piccole dimensioni, ma inserito in un contesto di particolare pregio, come il parco fluviale. Per questo il percorso del progetto non è stato del tutto indolore. In sede di valutazione di impatto ambientale davanti alla Regione, infatti, sia Comune che Arpat avevano presentato un parere negativo per alcune questioni urbanistiche. Problemi tuttavia superati con il rilascio dell’autorizzazione unica da parte della stessa Regione, che vale come variante urbanistica e della quale il Comune ha semplicemente preso atto. Anche in sede di Conferenza dei servizi per l’autorizzazione unica c’è stato un parere contrario, stavolta da parte della Soprintendenza secondo la quale il progetto non era conforme al piano paesistico della Regione.

L’osservazione delle Belle Arti, però, è arrivata oltre il tempo massimo concesso e quindi non è stato considerato.

La potenza dell’impianto autorizzato + di 219 kW, più bassa rispetto alle previsioni iniziali, che si avvicinavano ai 300 kW. In media, durante un giorno potrà essere prelevato un volume di circa 2 milioni di metri cubi, da convogliare un un “salto” di 1,90 metri. La parte produttiva vera e propria sarà composta da un canale di 15 metri in cemento armato che convoglierà l’acqua alle turbine, completamente sommerse.

L’accordo sottoscritto dal Comune con Bonotto (e prima ancora con Ies) prevede anche una serie di misure compensative a favore della collettività.

Prima dell’inizio dei lavori saranno ripianate le buche sul percorso tra la passerella pedonale di via del Tiro a Segno e Ponte San Pietro. Successivamente saranno inseriti arredi urbani lungo la sponda sinistra, andando a creare un’area didattica e ricreativa, con 11 tavolini, cestini e 10 postazioni per il “percorso vita”. Si tratta di attrezzatura per le quali la società veneta si impegna anche alla manutenzione.

Per limitare l’impatto del locale tecnico verranno piantati alcuni alberi e saranno ripristinate due fontane pubbliche. La Bonotto si impegna poi a cofinanziare i progetti di divulgazione ambientale sul fiume con un importo di 500 euro all’anno.

Il canone per la concessione delle acque (che durerà trent’anni) verrà invece pagato, come prevede la legge, alla Regione e si aggira intorno ai 10.000 euro all’anno. —
 

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