Il Tirreno

Lucca

ambiente 

Rogo sul Monte Croce «Giunchiglie salve»

Luca Dini
Rogo sul Monte Croce «Giunchiglie salve»

Bruciata un’area di 10 ettari che comprende bosco e prati «I bulbi si trovano a dieci centimetri sotto il terreno»

2 MINUTI DI LETTURA





fabbriche. È stato circoscritto al termine della mattinata di ieri l’incendio che è divampato sul Monte Croce, nel comune di Stazzema, con le fiamme che avevano passato il versante arrivando anche sul lato garfagnino, nel comune di Fabbriche di Vergemoli. Il Monte Croce è nel cuore di tanti amanti della natura e della montagna per la splendida fioritura di giunchiglie che regala in primavera. L’incendio ha interessato un’area stimata in circa 10 ettari uscendo anche dall’area boschiva e colpendo il prato che conduce alla vetta. Secondo alcuni esperti, lo spettacolo primaverile non sarebbe a rischio visto che i bulbi delle giunchiglie si trovano circa 10 centimetri sotto il terreno, ma sarà sicuramente un anno difficile in un paesaggio a tratti brullo. Sul posto hanno operato per tutta la mattina sei operai dell’Unione Comuni della Garfagnana e un elicottero che ha aiutato gli uomini dall’alto e li ha anche elitrasportati visto che ci sarebbero volute circa due ore di cammino per raggiungere la parte più alta dell’incendio. Una volta circoscritto, sono subito iniziate le azioni di bonifica con l’aiuto di una squadra di operai dell’Unione Comuni Mediavalle. Il pericolo che il fuoco possa riprendere resta comunque alto. Le fiamme avevano preso vigore verso le 17 di giovedì e sono state da subito visibili anche a occhio nudo. Il primo intervento dell’elicottero proveniente dalla sala operativa regionale era durato solo poche decine di minuti per il sopraggiungere del buio. Nella zona non ci sono abitazioni e quindi le operazioni sono riprese con maggior calma all’alba di ieri. Il monte Croce fa parte delle Apuane Meridionali e la sua vetta raggiunge i 1314 metri. È così chiamato poiché i quattro crinali che lo formano si intersecano più o meno perpendicolarmente a formare una croce. La leggenda narra che un giovane pastore e una pastorella si incontravano ogni giorno sui verdi prati del monte Croce. Era un mattino di maggio quando si promisero eterno amore e sui quei pascoli avrebbero suggellato con il matrimonio un’unione già forte più del ferro e del fuoco ma, poche settimane dopo i turchi assaltarono i villaggi lungo la costa e il giovane pastore fu chiamato in guerra dove venne ucciso a tradimento. La pastorella, appresa la notizia, disperata corse sui fianchi della stessa montagna che aveva accolto la loro promessa di nozze, ogni sua lacrima per incanto si trasformava in bianchi e profumati fiori di giunchiglia. Ogni anno nel mese di maggio i verdi pascoli della montagna si ricoprono ancora di un’estesa fioritura. —

Luca Dini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa