Sicurezza
Morto il re dei giardini col ciclismo nel sangue
COLLE DI COMPITO. Da 40 anni la sua ditta di fiori e giardinaggio a Pieve di Compito era un punto di riferimento non soltanto per la Piana, ma per mezza Toscana.
Perché Roberto Tomei, 66 anni, scomparso ieri dopo breve malattia, era un giardiniere bravo e molto apprezzato nel suo lavoro. In virtù della sua professionalità e delle sue doti umani aveva tra i clienti eccellenti la Cassa di Risparmio e la Fondazione Ragghianti oltre a curare parchi e ville della Lucchesia. Ma Tomei era conosciuto anche e soprattutto per la sua grande passione per il ciclismo. Con l’amico di una vita Ernesto Bianchi ha curato 17 edizioni del Giro del Compitese a San Ginese di Compito e quando c’era da organizzare una corsa in Lucchesia lui era sempre il primo a dare una mano. Sia a livello pratico che economico. «Un vulcano di idee, sempre gentile e disponibile con tutti, uno che dava l’anima per le corse in bicicletta» dice commosso Ernesto Bianchi.
Grande tifoso di Mario Cipollini, Tomei aveva avuto la fortuna di vedere suo figlio Francesco diventare corridore professionista dopo aver militato con ottimi risultati (stagioni 2002-03) nel club Ubaldo Signori di Catena di Quarrata. Il passaggio di Francesco Tomei - che da domani porterà avanti l’azienda di famiglia onorando la figura paterna - al professionismo avvenne nel 2007 quando firmò con la Panaria-Navigare di Reverberi. Tre anni intensi con il padre che lo seguì persino in Russia senza fargli mai mancare il suo apporto soprattutto nei momenti più difficili della sua carriera conclusa nel 2011.
I funerali di Tomei, che fu anche apprezzato e sanguigno dirigente, si terranno lunedì alle 15,30 nella chiesa parrocchiale di Colle di Compito. Oltre al figlio Francesco lascia la figlia Irene e la moglie Paola Pieroni. Alla famiglia di Tomei vanno le condoglianze della redazione di Lucca de Il Tirreno. —
Luca Tronchetti
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