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A Lucca aziende in aumento mentre Piana e Valle perdono

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LUCCA. La diminuzione delle imprese registrate (-167, -0,4%) conferma il protrarsi dell’onda lunga della crisi economica iniziata nel 2008 e che si è manifestata con fasi alterne fino ad oggi.

A livello provinciale l’andamento del 2019 si è caratterizzato per una lieve ripresa delle iscrizioni al Registro delle Imprese, risalite a quota 2.431 nell’anno (67 unità in più) dopo aver toccato il minimo storico di 2.364 nel 2018, e delle cessazioni che hanno superato di poco le 2.600 unità (2.614, 35 unità in più dell’anno precedente). Il combinato di tali dinamiche ha generato un saldo imprenditoriale negativo per -183 imprese, per un tasso di crescita del -0,4%. Le imprese inattive in provincia risultano invece pari a 3.874 unità, in crescita del +1,0% (+37 unità) nell’anno. Anche in Toscana si è registrata una diminuzione delle imprese attive (351.625), con un -0,5% rispetto al 2018, mentre a livello nazionale la flessione è più contenuta (-0,3%).

Le zone. Il capoluogo da questo punto di vista fa storia a sè, visto che registra un saldo positivo di 33 unità nel confronto 2018-2019 sulle sole imprese attive (nelle pagine seguenti l’elenco delle 588 imprese nate nel 2019). In questo modo salva un po’ le performance degli altri Comuni della Piana che (eccezion fatta per Altopascio con +29): fanno registrare dati negativi: Capannori -58, Porcari -8, Montecarlo -7. Male anche la Valle del Serchio (-50) con le eccezioni di Barga e Vagli (+5).

I settori. Nel corso del 2019 la flessione del tessuto imprenditoriale lucchese ha interessato tutti i settori economici con la sola eccezione dei servizi: in particolare, le costruzioni hanno continuato a segnalare maggiori difficoltà, scendendo a quota 6.207 imprese attive a fine dicembre per 85 unità in meno (-1,4%) nei dodici mesi. All’interno del comparto industriale, il manifatturiero ha perso 11 unità (-0,3%) attestandosi a 4.208 imprese operative a fine periodo. Il comparto dei servizi, comprendente 23.193 imprese attive a fine dicembre 2019, è cresciuto di appena 33 imprese per un +0,1% nell’anno. Nel dettaglio, la dinamica positiva ha riguardato le attività di alloggio e ristorazione (+0,5%; +19) che hanno raggiunto le 3.530 unità in provincia, le attività immobiliari salite a 2.326 unità (+0,8%; +19), le altre attività di servizi (riparazione di beni per uso personale e per la casa, altre attività di servizi alla persona) salite a 1.792 imprese (+0,6%; +10 imprese), il noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (1.502 imprese) con 72 unità in più per un +5,0%, le attività professionali e scientifiche (1.017 imprese) cresciute del +2,5% (+25 unità) e i servizi di informazione e comunicazione arrivati a 726 imprese (+3,7%; +26). Sono rimaste stabili le imprese dell’istruzione (153 unità), e quelle operative nel settore sanità e assistenza sociale (158; +3 unità). Hanno mostrato invece una contrazione del tessuto imprenditoriale il commercio, diminuito di 80 unità (-0,8%) a quota 9.345, le attività finanziarie e assicurative che hanno perso 16 unità (-1,8%) portandosi a quota 877. —

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