Gioco
Fissata per l’8 aprile dal gup Silvestri l’udienza per i turisti caduti dalle Mura
Si tratta dell’opposizione al decreto di archiviazione della procura da parte dei legali della famiglia francese Magnin
LUCCA. Mercoledì 8 aprile davanti al giudice dell’udienza preliminare Simone Silvestri si decide se sarà celebrato o meno il processo per i due turisti francesi - padre e figlio di 5 anni - precipitati nella tarda mattinata del 21 agosto 2018 da 7 metri nella zona della cannoniera del baluardo San Regolo. Di fronte due tesi contrapposte. Da un lato la procura che ha chiesto al gip di archiviare la posizione dei tre indagati - presidente e direttori dell’ex Opera delle Mura - accusati di lesioni personali stradali. Dall’altro i legali della famiglia Magnin, cittadini francesi residenti a Dubai, che si oppongono alla richiesta di archiviazione chiedendo al giudice indagini suppletive che possano coinvolgere altri enti allargando la responsabilità all’amministrazione e al sindaco Alessandro Tambellini ritenendo le Mura alla stregua di un parco giochi.
COSA PUÓ ACCADERE
Al capo dell’ufficio gip spetta un compito delicato. Decidere, nel corso dell’udienza camerale (si può comunque riservare e sciogliere i dubbi nell’arco di una settimana), se accogliere le tesi del sostituto procuratore Elena Leone e quindi archiviare il procedimento penale oppure respingere la tesi dell’accusa e trasmettere gli atti al pubblico ministero con la richiesta di formulare l’imputazione coatta. Nel primo caso non verrà celebrato un processo per stabilire le eventuali responsabilità della caduta e delle lesioni riportate dai due turisti. Nel secondo invece, non appena il pm formulerà il capo d’imputazione per i tre indagati (Alessandro Biancalana, Giovanni Marchi e Maurizio Tani), la palla passerà di nuovo all’ufficio gup per fissare la data del passaggio in aula.
L’ACCUSA
Dopo 13 mesi d’inchiesta, la procura si è convinta che i 3 indagati non sono responsabili del reato di lesioni gravi. Semplicemente perché il luogo dove è avvenuto l’incidente - la cannoniera, uno spazio aperto al quale non era permesso accedere alle bici - non può ritenersi una pertinenza stradale e non costituisce parte integrante della strada. E che la caduta di padre e figlio da un’altezza di 7 metri non sia causata da un’insidia in grado di trarre in inganno chiunque, specie un bimbo di 5 anni. La responsabilità dei vertici dell’ex Opera delle Mura viene meno in considerazione della segnaletica posta in tutte le rampe e leggibile in tutte le lingue indicante la presenza di banchine prive di protezione, pericolo di caduta e divieto di salire sui parapetti. La caduta del piccino, che in bici saliva sul terrapieno alto 60 centimetri, e quella successiva del babbo, che per la concitazione si gettava all’interno della cannoniera, sarebbe attribuibile alla condotta imprudente dei due turisti.
LA DIFESA
Due distinte opposizioni alla richiesta di archiviazione della procura. Una di 25 pagine relativa a Pierre Alexis Magnin, il quarantenne ingegnere francese che si gettò dal baluardo per soccorrere il figlio precipitato giù dal terrapieno. L’altra, circa 20 pagine, sulla posizione del bimbo di 5 anni per conto dei genitori che ne esercitano la patria potestà. —
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